PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 21/02/2003
E nuda, continuava a distribuire reliquie
ai pagani
sorseggiando ombre inesistenti,
solo dopo s'incamminò lungo la sponda
in solitudine rotta dal grido
di un gabbiano
(che senso avrebbe amare,
inseguendo l'inafferrabile?).
Fu così che ella s'immerse nell'onda,
come Venere all'incontrario.

Olimpia






  • Attualmente 5/5 meriti.
5,0/5 meriti (1 voti)

Mi cattura questa tua Olimpia! Razionale e intensamente sentimentale, intimista, amara e comunque serena, luminosa, consapevole. Bellissima l'invenzione lirica conclusiva nel concetto che evoca.
Un saluto carissimo.
Max

il 21/02/2003 alle 13:35

Grazie Max, mi fa piacere che ti sia piaciuta.
Credevo fosse un po', come dire? "Azzardata"...
Un caro saluto.
Olimpia

il 21/02/2003 alle 16:47

A parte il fatto che il titolo mi ha catturata, ma è come se la vedessi andare e l'immagine filmica della venere all'incontrario è superba.
Brava veramente
Baci Kat

il 05/03/2003 alle 20:25