PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 19/02/2003
Cinque anni, per ritrovarsi da dove si è partiti
e chiedersi i perché,

piume ed escrementi da pulire,
tapparsi orecchie per non sentire,

cinque anni, di tempeste e di terremoti,
a stupirsi davanti allo specchio e dire:
"ma quella lì, chi è?",

emozioni, poesie, squilibrio, follie

e notti,

a sussurrar rimane,
"sia fatta la mia volontà e non la tua,

sei morto invano".

E altri secoli, o pochi anni, senza risposte
passeranno,

ma non mi dite di rinunciare
a domande sacre.

Olimpia


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Intuisco bene la tensione problematica, angosciata, dello spirito, anche se restano giustamente celati i contorni "di contesto". Uno spirito che non rinuncia in ogni caso a cercarsi nell'esplorazione complessa delle ultime ragioni. Poesia dalla parola asciutta e netta.
Un abbraccio caro Olimpia.
Max

il 20/02/2003 alle 16:20

Carissimo Max, sei uno dei miei lettori preferiti per i tuoi commenti, perché si sente che fai un'analisi attenta alle mie poesie. E questo sai si chiama "gratificazione" nel comunicare le mie emozioni, il saper che sono "accolti", con la tua usuale delicatezza!

Grazie!
Olimpia

il 20/02/2003 alle 19:02

Cara Olimpia, una lirica dal tono ferale e austero nella quale t'immergi a cercar ragioni e risposte a domande che non dovresti porti.
Una assenza che diventa "presenza" in un luogo che volevi ritener dimenticato.
Un luogo fisico che ti porta alla tua fisicità.
Ma la memoria nostra, come quelli di altri, ha bisogno di "pace"; di non ricordare.
Molto intensa; magnifica nella sua tristezza.
Er

il 20/02/2003 alle 22:55

Grazie Nemoprofeta della tua gentile attenzione!
A presto!
Olimpia

il 21/02/2003 alle 16:50

Grazie Nemoprofeta della tua gentile attenzione!
A presto!
Olimpia

il 21/02/2003 alle 16:50

Grazie Nemoprofeta della tua gentile attenzione!
A presto!
Olimpia

il 21/02/2003 alle 16:50