Bella riflessione, mi piacciono gli spounti di meditazione, anche se non lo condivido, anzi per me è proprio l'opposto: se tu veramente Sei, in pienezza di Essere, sei completo, la solitudine non esiste: è nel divenire, quando ancora sei a metà tra essere e non essere che la incompletezza d'esistere diventa solitudine percepita come carenza. D'essere. appunto.
Un caro saluto, e comunque complimenti perché offri lo stimolo a meditare.
Axel
scusa axel..vero ciò che dici, ma si potrebbe leggere anche così com'è..considera il divenire come "espansione".....?
ciao :-*
io credo che la solitudine ... intesa come ricerca di noi stessi non ci debba abbandonare mai ... è un momento molto intimo di contatto con me stessa ... essere è a prescindere da queste sensazioni è una consapevolezza, un presa di coscienza che per vivere non c'è altra strada che .... vivere
bella
un abbraccio
Cristiana
affermazione che non condivido pienamente perchè troppo semplicistica ai miei occhi... bisogna vedere in quali campi intendi spaziare... tuttavia c'è da rifletterci su... e molto... bravo...
...Leo
La solitudine non è un "essere", ma "uno stato" dell'Essere. Se avessi invertito i termini, forse, avresti reso meglio la tua idea che, in fondo, mi par di capire era proprio quella: l'uomo/essere è in perfetta solitudine; il resto appartiene, appunto, alla categoria del divenire (spazio/temporale).
Poi, se nella solitudine si debba o meno soffermarsi, se sia una condizione suberabile, eccetera... sono altri discorsi.
Ma mi sembrava preliminare puntualizzare la giusta lettura di questa tua riflessione che, ovvio, non è un haiku.
N.