In certi siti di poesia che pullulano in internet ho notato il crearsi di gruppuscoli che formano fra di loro un clan ristretto ove i componenti si commentano a turno vicendevolmente con giudizi altamente lusunghieri che non avrebbe neppure un solitario e contemporaneo Dante. E' un comportamento ridicolo che veramente deprezza e sconfigge la poesia.
questo è, naturalmente, un sonetto con schema abab, abab, ccd, dee.
amici miei, mi sono ormai stufato,
giacché sono invidioso oltr'ogni dire,
d'essere così poco commentato
ed è una cosa che mi fa soffrire.
in politica, m'hanno assicurato
succede un tal sistema nell'agire
per cui si afferma che, voto scambiato
serve a due parti un fine conseguire.
per cui domando, se ci sta il lettore,
di farci qui reciproco favore,
lui mi commenta quello che io scrivo
e a ruota sua io subito qui arrivo
e sull'istante, proprio in un momento,
gli mando improvvisato un bel commento.