Il giovane poeta
adagiato sulla sua poltrona,
cerca di assopire tutti i dolori
partoriti dal grembo della sua stamberga;
innanzi a sé un deforme tavolo
cosparso di affollate idee.
nella sua mano debole
mantiene un corposo e saggio
calice d’assenzio;
mentre con quella forte,
spinge avanti i buoi,
solca arando un campo bianco
con un bianco aratro
e semina nero seme.
- Attualmente 3.5/5 meriti.
3,5/5 meriti (2 voti)