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Pubblicata il 11/12/2002
Non ho voluto fermarti,
non potevo imbrigliare il vento
né impedirti di sbocciare,
o tagliarti le ali,
dovevi emigrare
per vedere come fa un fiore a nascere in mezzo alla neve,
provare la profondità del silenzio,
la solitudine assoluta,
volevi assistere all'aurora boreale
ed immergerti nei suoi colori nuda,
misurarti con l'eternità,
spogliarti da cose futili per arrivare all'essenza.
Mi costa non esserti accanto quando affronti la bufera
e mille stelle soffici si posano sui tuoi capelli di seta,
quando tieni stretto lo spartito al petto
e vendi musica nelle chiese,
ma sappi cara
che ceppi ardenti ti aspettano a casa
e le mie lunghe braccia tese.

Olimpia

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lei lo sa di quel fuoco che l'aspetta

il 12/12/2002 alle 00:05

"...per vedere come fa un fiore a nascere in mezzo alla neve..." E' soltanto uno dei bellissimi versi che qui leggo di te Olimpia, e con grande piacere e serenità di spirito. Hai dipinto una tela delicata, fragile e tenerissima, col colore del sentimento che ho imparato a conoscere. Questa è la tua strada maestra!
Un caro abbraccio.
Max

il 12/12/2002 alle 00:49

Si grazie, è vero. A casa è poi ritornata...con una valigia piena di belle esperienze.
Ciao!
Olimpia

il 12/12/2002 alle 16:43

Tu Max mi fai sempre dei bellissimi commenti e io mi commuovo. Grazie della tua attenzione così preziosa.

Olimpia

il 12/12/2002 alle 16:45