In giovinezza
fu vera bellezza,
con la maturità
fu mera dolcezza
ed or con gli anta
la saggezza sarà tanta.
seppur non santa, però,
resti un pezzo da novanta
sol per batteri e virus
ma non per me che te le canto.
dopo avances versificate,
o mia Musa attempata,
non ci sarà attentato
alla tua leggiadria
se mi concedi infin
un rapporto ravvicinato
al fin di decantar
la tua consolidata classe
con recidive scritture
sempre più stantie
da declamar a poesie.
intanto oggi
in piena maturità
tu compi gli anta,
mentre io,
in piena vetustà,
divento nonno
e così se la materia
ci irride e ci contrasta,
di contro lo spirito
ci sorride e ci sovrasta.
buon compleanno,
mia dolce Musa,
il peso degli anni,
oberato dagli anta,
è nell'umano destino
ma non tange il divino.