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Pubblicata il 10/12/2002
Come ragno
mi fissai
su pareti
regalando asterischi
di tinte
ai tuoi spazi recinto

e non dirmi alienata
se t'ho fatto da quadro

Come fiera
ho sbranato
i tuoi dubbi
asportando paure
di avi
dal tuo ego ossessivo

e non dirmi assassina
se t'ho fatto da tavor

Come alcòva
ho raccolto
il tuo seme
generando vestiti
di rima
nel tuo sangue bugiardo

e non dirmi puttana
se t'ho fatto poeta



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Bella e con il colpo di scena... all'inizio pare una lieve protesta, ma poi quel 'puttana' finale è come lo schianto prodotto dalla rottura improvvisa di un'asse di legno sotto un sovrumano sforzo!
Accattivante!
Nicola

il 10/12/2002 alle 11:12

davvero unico questo tuo colpo finale tira fuori lessenza fi questa poesia brava

il 10/12/2002 alle 12:50

Una poesia che mi ha......colpito. Molto "dura", molto "contro".
Rabbia, livore, rancore, nostalgia, cosa?
Mi piace.
Er

il 10/12/2002 alle 13:07