quanto tempo è passato non ricordo
ma le memorie non son certo vane,
certi episodi proprio mai li scordo,
e tu rammenti cose assai lontane?
portammo un saccapane (*) che io ingordo
riempito avevo di affettati e pane,
la fame a quell'età io me la mordo
ed eran tempi grami... e poche grane! (*)
ma mentre ti porgevo la tua fetta
farcita di salame e mortadella
io i diedi uno sguardo in tutta fretta
e tu allor m'apparisti tanto bella
che provai una fame ben diversa...
e mi saziai sopra di te riversa.
quando ci alzammo ci tornò la fame,
soddisfacemmo quella col salame
fra due fette di pane ben tagliate,
ed io queste memorie ho ricordate
senza sapere più dove tu vivi...
ed oramai sol nel ricordo...arrivi!
sonetto caudato (o quasi). Saccapane si chiamava a quel tempo l'equivalente dei moderni zaini, ora infiorettati, abbelliti, firmati e...costosi. Era composto di ruvida tela, ma non aveva certo nulla da invidiare, pur nella sua rozzezza, quanto a praticità, ai raffinati zainetti di oggi.
“Grane” sono, ovviamente i quattrini, che al tempo, per la massa almeno, ce n'erano davvero pochi.