Cadono le foglie,
con lieve stupore
poi attendono,
pazienti,
la folata del tempo
che le sprofonderà nel passato.
doletemente sterile,
anela il grembo della terra,
alle taglienti ferite
dove accoglierà le sementi
che la carezza viva del sole
farà sua prole.
senza stupori né aneliti
si scolora ormai
anche il mio autunno.
né vento né sole attendo,
solo un breve inverno
e poi l’ultimo respiro
ad estinguere nel nulla
il significato misterioso
di una vita.
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