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Pubblicata il 01/07/2012
Son passato davanti al tuo giardino
sulla sterrata in fondo alla tua via
dove pedalo sempre ogni mattino
col cuore colmo di passione mia.
La bicicletta tosto ha rallentato
ed in mezzo al bel verde ci ho guardato.

Chissà perché, la voce tua sentivo
fresca e gentile di ragazza allegra,
non potevo vederti e ne pativo...
e il cuore di vederti ancora prega.
Malgrado quel sofferto mio spiarti
non ci fu modo alcuno di guardarti.

D'improvviso la scena m'è cambiata,
non c'è più, è scomparso quel giardino,
la perfida bacchetta di una fata
sparire ha fatto pure il tuo villino.
Sconvolta resta allora la mia mente...
di quel che c'era non rimane niente.

Con un sobbalzo io mi son svegliato
e son rimasto per davvero scosso
per quel che avevo poco fa sognato...
grande malinconia mi preme addosso.
Il sogno quel presente ha riportato
di tanti anni fa... ne son turbato.

Ho sentito la voce tua garrire,
ma il volto non ho visto...è un gran soffrire!
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