Stamani io non trovo l'argomento
per scrivere il mio solito sonetto,
quando questo mi capita è un tormento
che provano anche altri, ci scommetto.
Descrivo la natura, il sole, il vento...
che mi giunga un'idea con ansia aspetto...
descrivo dell'amore un bel momento
o erotico sentire qui c'immetto?
Inutile ponzare col cervello,
l'idea non viene, ed io non partorisco
nessun concetto, brutto oppure bello
e per questa ragione m'intristisco.
E adesso smetto pure di pensare...
questo sonetto no, non s'ha da fare!
E pertanto io l'ho già terminato
e lo concludo in forma del “caudato”,
sperando questa volta per davvero
che se viene un commento sia sincero.
Non mi si dica qui che son poeta
perché la cosa certo non m'allieta,
e questa volta non ho fatto onore
neppure al nome di “strimpellatore”!
Non mi resta perciò per questa volta
che scusarmi con l'inclito e l'incolta
e confidare ancora nel perdono
ch'essi daranno a me. Sarà gran dono.
Un sonetto più tre quartine che non ne fanno certo un “caudato”, perché il caudato ha ben diversa conformazione. Quando l'idea manca non c'è niente da fare. Ed io, tanto per non sfuggire alla mia consueta tradizione di strimpellatore giornaliero, mi limito in questo giorno, a pubblicare questo bel niente. Anche gli strimpellatori da strapazzo hanno i loro momenti di stasi e d'inconsistenza. Ma quando mai, verrebbe fatto di domandarsi, ne hanno avuti dei migliori?
Mi prostro umile davanti a tutti chiedendo perdono..