Se gli epitaffi leggere vorrete
sulle lapidi bianche ai cimiteri,
subito l'opinione di farete
di come essi siano sinceri.
Ho letto su una tomba: "In gran decoro
condusse la sua vita fermamente,
amante sempre sol del suo lavoro,
dedito alla famiglia solamente."
Conoscevo quell'uomo, che era un vero
personaggio di nobile rispetto...
un fannullone classico davvero
che il lavoro ebbe sempre in gran dispetto.
Aveva moglie e pure tre bambini,
e non vi sembri certo cosa strana
che per poter sfruttare un po' i quattrini
se ne scappò con una gran puttana.
Su un'altra tomba: "Donna virtuosa
tenne soltanto unico nel cuore
colui che se la fece propria sposa
ed a lui dedicò tutto l'amore."
Quella donna di cui ricordo porto
faceva tante corna al suo compagno
che queste, quando usciva nel suo orto,
s'impigliavan fra i rami del castagno.
Leggo su un'altra lapide che il morto
in vita fu un onesto senza pari,
fra parentesi solo vi riporto
che condannato fu perché denari
rubò a chiunque gli riuscisse farlo
e pure a me, lo dico in tutta fretta
perché mi rode ancora come un tarlo,
portò via la mia cara bicicletta.
Per cui concludo qui senza sermoni
e mi domando: se son tutti onesti,
dediti alla famiglia, casti e buoni,
per noi questo messaggio solo resti,
che dia consolazione e lieto suoni,
che al mondo tutti sono intelligenti
perché non lessi mai vi sian coglioni,
stupidi, grulli oppure deficienti.
E se nel mondo c'è solo l'onesto
e che nella famiglia tutto pone,
dal dizionario via quel "disonesto"
e si cancelli pure "mascalzone".