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Pubblicata il 30/10/2011
Bella bambina mia, tanto t'amai
che platonico amore fu soltanto
ed io per troppo tempo rispettai
la tua purezza che mi offriva tanto.

Ma un giorno ancor più desiderai
dì possederti per tenerne vanto
e nel mio letto dunque t'invitai
senza vi fosse tuo rifiuto o pianto.

Ti dimostrasti ad ogni gioco aperta
e mentre un dubbio in cuore mi serpeggia,
ridendo lieta sotto la coperta

sentii che tu sganciasti una scureggia.
Così forte, profonda, dirompente...
che io non seppi far proprio più niente!
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un vero peccato non averle perdonato
quella scureggia:con una risata avresti esaudito
il tanto desiderato desiderio d'amore.
spero ci ripensi.ciao eclisse.

il 30/10/2011 alle 13:11

forse l'ha usata come cintura di castità :-)
molto piaciuta.
ciao
eos

il 30/10/2011 alle 13:29

Sonetto grazioso e spiritoso.
Molto piacevole la lettura.
Un saluto.
Giorgio

il 30/10/2011 alle 16:32