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Pubblicata il 17/10/2011
Lo sguardo allucinato,
fisso su mete invisibili,
contando monete e gloria,
correvo intorno a me stesso
una corsa solitaria

Sono inciampato, d’improvviso,
nel tuo caldo sorriso,
luminoso riflesso catturato
dall’asfalto bagnato.

Nello stramazzo sono rotolate via
e monete e
della gloria ho perso la misura
e la memoria.

Non corro più, ora.
Cammino tenendoti per mano,
lo sguardo illuminato.
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Il tuo corrrere ora non ha più senso.......non lasciare mai quella mano che ha dato uno scopo alla tua vita......bellissimo poema.
Amichevole saluto.....GABRIELA.

il 17/10/2011 alle 17:54