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Pubblicata il 24/09/2011
Piovigginosa di stagione sera,
umida e fredda, tanto che i lampioni
sul selciato diffondono una sfera
ghiaccia di luce.

Ciascuno per la strada si conduce
a passi svelti, come per sfuggire
a quel selciato amaro che riluce
stanco riflesso.

Ed io rimango lì, quasi perplesso,
in mezzo alla tristezza della strada,
rimango lì, qual manichino messo
in vetrina da esperto.

Non corro come tutti al mio coperto
tetto che accoglierebbe nel calore
l'anima fredda in questo luogo aperto,
sta qui la mente.

Solo rimango, e penso amaramente
come in questa tristezza di stagione
non mi riscaldi l'animo per niente
la luce del lampione.
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Bella e profonda, molto gradita, specie le ultime due strofe.
Andrea.

il 24/09/2011 alle 23:32