Tutto svanisce intorno a me...tutto scompare.
Come un condannato a mille anni di disperazione,
ebreo errante, piango il mio dolore.
L'abito è liso ed i capelli radi,
le rughe antiche e la mia schiena è curva,
anni dispersi nell'altrui cammino,
mano percossa, dimenticata...immota.
Solo, sgomento, percorro questa strada,
in questa landa brulla, compagno delle ombre,
che sussurrano nenie di mondi ormai perduti,
di condannati al rogo, di angeli caduti.
In questa notte tersa di stelle e di candele,
piango il mio essere fragile e queste labbra mute.