PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 29/03/2011
Tutto svanisce intorno a me...tutto scompare.
Come un condannato a mille anni di disperazione,
ebreo errante, piango il mio dolore.

L'abito è liso ed i capelli radi,
le rughe antiche e la mia schiena è curva.
Anni dispersi nell'altrui cammino,
mano percossa, dimenticata...immota.

Solo, sgomento, percorro questa strada,
in questa landa brulla, compagno delle ombre,
su questa terra sterile di mondi ormai perduti,
di condannati al rogo, di angeli caduti.

In questa notte tersa di stelle e di candele,
piango il mio essere fragile e queste labbra mute.
  • Attualmente 0/5 meriti.
0,0/5 meriti (0 voti)

...a volte ci sentiamo tutti condannati,persi,soli,in questa valle di lacrime.Essere fragili e non saper emettere suoni non è indice di sconfitta,ma solo di rassegnazione,come se sembra impossibile che qualcuno ascolti...ma se ancora sappiamo guradare le stelle e perderci in quell'infinito,allora non è del tutto perduto...molto bella,malinconica ma piena di vita vissuta...

il 29/03/2011 alle 10:04

una lirica bellissima nell'esternazione della propria fragilità.ninetta.

il 29/03/2011 alle 11:14

Ciao Halley. la tua gentilezza, la tua dolcezza, la tua poetica prosa nel commentare i miei piccoli pensieri sono cosa "rara" cosa "d'altri tempi" ed io ti ringrazio profondamente per le tue bellissime parole...Grazie Halley

il 29/03/2011 alle 11:16

Grazie Ninetta sei veramente molto gentile...Grazie anche di aver colto questo senso di fragilità che è in ognuno di noi e di cui troppo spesso perdiamo memoria...Grazie Ancora...Valeriano.

il 29/03/2011 alle 11:19