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Pubblicata il 30/10/2010
di un cielo smisurato
volevo essere
la tangibile bellezza
e di un sole
lo specchio perfetto
di un raggio
moltiplicato all’infinito
volevo essere
lo scheletro dell’aria
fare mia
la libertà dell’uccello
ma sono solo
la linea rossa d’un bilancio
sono il profitto e la perdita
l’alveare senza limite
del sogno del nano
che voleva essere un gigante
sono i mille ascensori
dell’illusione grande
di volare in paradiso
mentre precipitavo
nel più cupo inferno
della mia arroganza
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non è da tutti riconoscere i propri difetti
dei pregi invece ampia favella sulla bocca di tutti
buona lettura anche originale
a rileggerti
un caro saluto
ninomario

il 30/10/2010 alle 09:11

di grattacieli siamo circondati, chi più chi meno tutti abbiamo o abbiamo avuto l'ambizione o la velleità di toccare il cielo. Pochi sanno fare una sana autocritica come te e riconoscere i propri limiti.
Si può toccare il cielo anche se si è una casetta ad un piano.
piaciuta
ciao
eos

il 30/10/2010 alle 11:54

Riconoscere i propri limiti/difetti e' gia'.....una virtu'. L' importante (per me) e' di farlo con gentilezza/compassione. Stai imparando......a volare....verso il sole....che e' uno specchio....di quella perfetta bellezza.......che hai dentro te. Saluti
P.S. Questa e' la prima volta.....che scrivo.....ad un grattacielo.

il 30/10/2010 alle 12:23

ma che bella!!

il 30/10/2010 alle 15:16

piaciuta apprezzata :-) ciao

il 31/10/2010 alle 00:39