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Pubblicata il 02/02/2010
"Nebbia sottile in un umida Venezia,
notte di maschere e di false identità;
si aggira per le calli un giovane uomo,
uscito è dall’ azzardo e in stanza tornerà.

Dal mondo si nasconde, con la maschera sul viso
nessuno in lui nota l’ assenza del sorriso.
Bellissime le amiche che gli fanno compagnia,
ma finto è lo svago, falsa l’ allegria.

All’ ombra di sé stesso, lui è solo in quella stanza,
la maschera in terra, finita è la danza;
davanti allo specchio solo un uomo si nota,
attraverso i suoi occhi l’ anima vuota;
specchio di vetro, ma anche di vita,
corre il ricordo a una storia finita;
rapido balza nel petto il suo cuore,
tamburo ritmico di note d’ amore;

lo specchio è morbido
lo plasma la sua mente,
assume quel vetro sagoma piacente…
Lei è lontana, irraggiungibile
musa splendente, sogno impossibile;
lei è perfetta, dolce, deliziosa
di ogni cosa è la più preziosa.
Ma lui è se stesso solo in quel momento
senza maschere, con il suo tormento;
come un lupo nella brughiera
schivo di giorno, vorace di sera.

Lo specchio è sincero,
l’ immagine chiara,
la realtà dura e amara…
altre maschere, nell’ anima, da indossare,
altre storie che può inventare,
altri modi per sfuggire alla sua vita
ferendo chi gli dona dolcezza infinita;

nello specchio s’ infrange il suo volto riflesso
esplosione di coriandoli è lui, adesso..
groviglio di emozioni, sogni tanti
ma può piangere ora solo stelle filanti.
“Cos’ è la vita, se non un eterno carnevale?”
Riprende la maschera, torna a recitare;
regista dei suoi giorni, delle sue azioni
attore di un copione saturo di finzioni."
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Del Caller S.Marco questo e' l'ultimo numero, il 5562, pare dica una scritta su di un muro, quando il sestiere finisce ed un ponte porta verso il sestiere confinante..
mai finisce Venezia,
e nulla v'é che pur l'adonti..
sol sì arresta e stupisce
quando con bautta copre volti,
becco si fa, punendo chi troppo
s'attarda sotto ponti..

il 02/02/2010 alle 10:41

Mi colpisce in questa poesia la sequenza di immagini che appaiono nella mente leggendo...molto suggestiva, mi sembra di esserci...
alinya

il 02/02/2010 alle 12:00

la vita è un eterno carnevale e ogni giorno ognuno indossa la sua brava maschera e torna a recitare il copione ,l'eterno copione che si è imposto ,che gli hanno imposto...
a volte si sbagliano le battute ...a volte si prova a mostrare il proprio vero volto...ma in un mondo di maschere si può essere solo maschere!
bella la tua poesia ,mi è piaciuta tanto.
ciao eoskarma

il 02/02/2010 alle 14:15

Grazie mille!

il 02/02/2010 alle 18:38

mi veniva in mente don Giovanni, bravo perchè ciò che hai scritto seduce lentamente come un seduttore

il 07/02/2010 alle 19:43

da premiare come la maschera più bella del carnevale il tuo uomo cinico, dongiovannesco, lupo ed attore, piaciuto per l'acutezza e l'armonia dell'insieme questo gran ballo mascherato del quale ti ringrazio

il 19/02/2010 alle 19:34

Grazie a te per entrambi i commenti!...per non guardare in faccia la realtà, si indossano a volte maschere, ma tutto diventa, alla fine, finto e vuoto...Ciao e buona domenica!

il 20/02/2010 alle 19:38