Se potessi sedermi al tuo fianco,
una piccola, incisiva distanza
e riuscire ad incronciare gli sguardi,
percepire il ritmo dei fiati,
l'incarnato della pelle odorosa,
sarei salva.
Ma tu, ormai, sei in me,
nell'anima tutta
dentro i capelli arruffati,
le impressioni di ogni giorno.
Se potessi alzarmi da questo posto,
un leggero, deciso spostamento
vincere l'impotenza della volontà,
gustando della vita il senso suo.
il dolore per qualcosa che la poesia non specifica, ma diventa archetipo di una sofferenza che invade la vita e la imprigiona irrimediabilmente. Grazie per il commento. Ciao. Marina