"Serenamente barattai
il freddo della notte
sotto un tetto di stelle,
con il caldo tepore delle coperte.
Quando sotto la seta e il raso
stringevo la tua mano,
e il tuo seno era turgido
e vero.
Le tue gambe come trampoli,
intrecciavano le mie,
e le tue labbra di velluto:brividi bollenti, sulla mia pelle.
Ma non fu sempre il tempo
dell' ubriacatura,
il melo si seccava
e la primavera,
lasciava il tempo alle foglie morte.
E io avevo occhi cerchiati
e i capelli lunghi, incolti
e la barba increspava la mia pelle.
Allor di buon mattino
nel bar di sotto
prospicente al camino,
un cappuccino era il degno compare,
delle notti fredde al luminare
di bagliori tenui e nebbiosi.
E fu cosi' per tutto il tempo
che ricordi,
le stagioni si rincorsero
e con esse gli alti e i bassi,
e il tuo viso era dolce
e nel contempo,
solo un ricordo sbiadito.
E una lacrima allungava il cappuccino,
mentre la tosse
mi tormentava il petto
e tra l' odore del fumo,
il mondo mi appareva
tra i distorti vetri,
scuri di fuliggine e di odori.
Il sole li' fuori
rimbalzava triste,
e io rinchiuso nel mio guscio,
attendevo che ricominciasse il gioco,
e trovassi nel fuoco,
la forza di ricominciare,
e di ripetere ancora la frase:
"rien ne va plus",
"signori si parte!!"
R. Fludd