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Pubblicata il 10/11/2008
Guardo la corrente del fiume, trasporta una foglia d'albero, la seguo con lo sguardo; al suo passare accanto alle rocce la cattura, facendole fare giri attorno alle punte per trattenerla qualche istante. Aspetta un po’ e, staccandosi, si mette a girare piacevolmente per essere di nuovo catturata in un gioco senza eguali, fatto di sospensioni ed arresti improvvisi; scommetto con me stesso quando la roccia la lascerà libera di proseguire il suo gioco con le sponde. Non mi domanda quanta strada dovrà ancora fare per raggiungere il mare.
Il destino si compia nella sua splendida semplicità.
Il tempo è passato, un’altra foglia arriva.
La vita continua e non mi chiedo il perché delle cose, sono sempre piacevolmente sorpreso della semplicità della natura e comprendo il fato.
Se tu accetti e ti riconosci in queste cose semplici, allora io potrò avvicinarmi a te
e domandarti: mi ami?
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