Vedi tutte le Poesie scritte da Dave Giacobs dell'ultima settimana

Pagina aggiornata il: 15/12/2018 18:14:50
Le ragioni del cuore
Pubblicata il 15/12/2018
Io so
che t'amo:
l'intimo conflitto
che il mio vagar
convulsamente afferra
e l'anima sconvolge
e crudamente
ogni mia fibra incide,
ogni pensiero:
pressante, inalienabile:
e sul mio
sparuto cranio
mai discosta
il ferreo assillo,
conturbante
con testardi morsi:
e s'offuscan gli occhi
d'un deserto squallore,
rimbalzando
contro neri marosi
e sfuma,
seppellendo il mito
d'un ideale puro,
per cui tu
mi sei destino
e palpito e languire ...

dove, non so:
forse lontano, o qui:
vicino a me, tu...
passa sul tuo ventre
la squallida
carezza d'un amore
inerte e prezzolato:
e mi dilania,
rapace e acuta,
l'unghia dell'inganno.
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Bel testo, posato e delicato!

il 15/12/2018 alle 09:47
la lettera
Pubblicata il 15/12/2018
Ancor
io torno a fremere
su queste sillabe
che pur riportano
il tuo profumo, e battono
rigide e plumbee,
qual rito malico,
a stabilirsi
il termine
del sogno splendido
che fu nell'intimo
il vezzeggiativo principe:
come incantesimo
ridente ed unico.

mai più
vedrò rifulgere
fiorenti cespiti
su chine morbide
e a noi adulti
avvolgersi
le forme vergini
sorgenti in animo;
né sorbiro'
nel brindisi
il divo nettare che,
amante fervido,
per te nutrivo, autentico:
per gretto ostacolo
che affetto sbriciola.

rifittomi nell'iride
per nubi limpide
correvo fatuo
cantando
al raggio eliaco
il mio mirabile poema e,
credulo:
_, dicevo,
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Meravigliosa sillabe, versate con rispetto.

il 15/12/2018 alle 09:49
Pubblicata il 14/12/2018
Momento formidabile,
superna gloria:
ecco i martiri,
già sono in Dio!
grati a quel Dio
che da' vigore e luce
all'uccisore e al vinto,
e pari fine;
offerti al Cristo
e per la sua croce
morti trionfano,
effodendo a noi
l'amore
che è più prezioso
quando sofferenze
ed aspra morte
agguagliano l'altezza
di quel Dio crocefisso:
e l'odio è il male
e schiavitù subendo,
più li stoglie.

tripudiante
lo stuolo degli Arcangeli
li assume nel beato regno
e cingono la loro chioma
di radiose aureole
a eterna
ricompensa dell'eroica
testimonianza a Lui:
e gratitudine celeste
corrispondono
al credente,
e indulgenza,
che implora
sulle sacre reliquie:
immensurabile
rapporto di fede
fra i terreni e il divino...
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Eroi ...
Pubblicata il 14/12/2018
Di lugubri echi
il terso ciel sussulta,
di pianto dissidente
gronda un rivo,
di milite baldanza
l'orda esulta
al grido vivo:
>
dal sacro talamo
forzato vai
da madre tolto
e dall'amore sincero,
da sempre in lotta
per ciò che non hai,
docil guerriero.
in veglia
intendi
l'odio è la paura,
in preda al l'incubo
urli e spari, ossesso.
in piedi resti, cieco,
nell'oscura
ombra che appresso
nell'orrore t'invola
anzi il tramonto.
nel nulla ti dissolvi,
eretto ancora
nel vallo negro,
e muto stai all'affronto
di chi t'ignora.
per l'infinito
or vaga
l'ombra mesta:
per rupi e valli
spargi le tue ossa,
per quell'odio
che perfido dissesta
la terra scossa:
col luttuoso
ulular delle sirene,
col cadenzato
ritmo degli truppe,
col crescente rancore
contro il bene
che l'uomo ruppe
su sovrani mandati
del potere,
sul bronzo
avvelenato dei cannoni,
sulla minaccia
di sanzioni austere ...
pavidi e proni
trafitti ed ormai morti,
invochiam strali,
tragedie ancora,
ancor lutti e vendette:
transustanzionati
da insani ideali,
norme perfette!
fra genocidio, dunque,
l'esistenza fragile
s'inasprisce:
ignari e stolti,
frastornati e traditi
da parvenza
d'amici volti . . .
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Pubblicata il 13/12/2018
O tu,
fonte feconda
d'ingegnose menti,
città celeste,
dell'aurora
vigil nocchiero
per cui
l'agil prola
dei tuoi legni
sfidò le turbinose acque,
e regina
in mare Serenissima
ed in terra Regina eri
e potente:
sì che il turco
frenasti dirompente,
e all'italico accento
la chiarissima
porta d'Oriente apristi
ed il costume
di queste genti
e l'arte
e la saggezza.
ahi! della tua
remota floridezza
ti nutre il pianto:
ed or denso bitume
le arterie intasa
e veleno propina
alle radici
del dorato tempio;
e l'onda il mar ti lancia
e ti fa scempio,
e ti sferza
e ti insidia,
o sua Regina!
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irruente pioggia
Pubblicata il 12/12/2018
Gelida,
forte ed irruente
la pioggia scroscia,
e di fredde frecce
il moto tacito
trafigge delle nude
mani in tremito
che del mio cuore
gli intimi
sussulti svela:
triste solitudine
nella penombra
d'una via che ondeggia,
ubriaca, sotto
l'oscillante lampada
frustata dal libeccio.

incalza il brivido
e percuote indomito
l'anima via dolente,
la cui stridula voce
da gli occhi sprizza,
mista a lacrime
scendenti nella tenebra
la mente avvilluppando
coi tentacoli
d'un disperato tedio
che impassibile
la gola strozza
lento . . inesorabile
com'un vapor letifero.

si strazia il petto
ripensando all'ultimo atto
del nostro amore:
quel terribile
>
duro e carezzevole,
spergiuri e inconsci,
e sterile!

e ritorni, ricordo,
qual fuliggine dal cielo;
e più ti scaccio,
più ti vendichi:
eterno,
a soffocarmi
nella subdola
spirale del tuo incubo.

lento s'annebbia
il rumor della pioggia,
torpido e molle,
all'ondular de' liquidi sprazzi
che il tempestoso viale
illuminano
e, come spettri, gli alberi.

attratto
dal ridente gorgo,
subito
il vascello abbandono
dell'effimera esistenza:
e m'affossa
l'onda e m'eleva,
ed annaspo
nel torbido fondale
e ancora emergo
per il liquido torpore:
in quelle vaste latitudini
sperdute ed infinite,
dove l'incubo
m'accarezza, annientandomi..
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Pubblicata il 11/12/2018
Spessa
continua torbida
la nebbia stagna
e col suo respiro grigio
avvolge l'esodo
ininterrotto dei palazzi
che tutti assorbe
e cela in vuoto ventre;
e le luci
di pallidi lampioni
i nostri volti
tingono di terreno:
strette le mani,
ci fermiamo, muti,
ad udir
lo scandire
delle dolci
tenerezze che agli occhi
dal cuore
ascendono, lucenti perle
a chiareggiar la tenebra
che con la nebbia
domina Padova.

intorno al volto
fruscia
il vapor caldo
dei sospiri
e nel buio,
lieve un profumo
posa verde e molle,
e sa di primavera.

dolce
ci appar la nebbia
e dolce il buio
e il suon
della città
dormiente.

tremi:
trasmetti un brivido
che tutto mi pervade,
e la forma tua carezzo;
e tremi, o vellutata
come pelle d'alce,
mentre t'afferri
... marchio di fuoco ...
e penetri com'esca
di magnetica forza
che dell'intimo erompe
ad innestare
il germe dell'amore
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Bellissima, crepuscolare e vera

il 11/12/2018 alle 06:57

Complimenti, bravo!

il 11/12/2018 alle 12:26
limpidi cieli
Pubblicata il 11/12/2018
Dolce amata
già la nebbia
con tenui filamenti
le chiome nostre
aureola, e
solidificando
al brusco gelo,
forma
stillanti ragnatele
in cui
le mille spire
avvolgono
gli urgenti sogni.

tremanti
seguitiamo ancora
a ricamare d'ignote stelle
i nostri limpidi cieli:
pavidi e invanghiti,
increduli del mondo.

le pupille
nel morbido silenzio
si dilatano
a cogliere
i profili
dei nostri corpi
stante nella penombra
che aggravia
d'armoniose sfumature.

ed
ebbri ci libriamo
nel vuoto cristallino,
e leggeri
corriamo ed assoluti
per il baluginio
di spopolato piazzali
e rioni e vie:
proiettati
in un mistico languore
in cui soavemente
il cuor s'immerge.

puri,
riammessi
nella primordiale
beata valle,
fonte dell'umano
prodigio e di speranza:
come se prima d'ora
né dolore... né tempo ...
giammai fossero esistiti...
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ombre del passato
Pubblicata il 10/12/2018
Ombre del passato
oscure presenze
nell'anima umana.

spettri crudeli
spietati, senza volto
offuscano
il nostro sentiero terreno.

l'errare nell'ambiguo
inconscio della mente
riporta in vita
attimi dimenticati,
fantasmi .. avvolti
dalle tenebre.

la ricerca è vana,
nulla ci è dato sapere,
solo la morte è certa
nel nostro
esistere terreno...
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Non perdonare, figlio mio
Pubblicata il 10/12/2018
A te
sarà concesso
d'immergerti lieto
nell'acque
dei ruscelli croscianti
figlio mio,
e coi tondi
ciotoli levigati
le nude membra
e la bionda arena,
soffice coltre calda,
brillante
nel sole ridente,
disegnare perfetta
l'impronta dell'amore?
e vederti guizzare,
baleno argentato,
la trota iridata
balzante . . fulminea
sulla preda
dai dirupi di fuoco
discesa, ed indugia
sul fresco spumeggiar
fluttuante delle rapide
.. irruenti . .
e con religioso rispetto
col cavo calloso
assumere dal rivo
lo stanco agricoltore
il liquido prezioso:
genuino ristoro
e frescura;
ed il viso
aspargendo
del lucente lavacro
lo spirito ritempra
godendo
in cuor suo,
misurando con lo sguardo
le messi future
ed ondeggianti,
grevi sul tenue stelo,
frementi
di pan profumato;
e gli aiutanti
invita
nella quieta frescura,
e sull'erba novella
distende contenti
il suo pasto frugale:
e vi s'accosta,
degno solenne pio,
traendo
dalla cesta
di vimini linde vivande,
mentr'in
guardinghi balzi
la passata gironza.
e molle di sudore
rista'
il cacciatore provato
e nel limpido rivo
scarica la tensione
del cruento inseguire:
vociante,
e co' gesti
invitando alla quiete
il suo cane
che di dosso
si scrolla
miriadi di gocce,
pulviscolo d'arcobaleno:
nel fango
poi . . s'acqueta
pigramente
ansimando ...
e il volto
al ciel levare,
sicuri
levarlo
al sereno sole
fattosi terso
de' fumosi fantasmi
che lo resero fosco:
sereno e solenne d'azzurro
fra cui
nubi chiare
ritemprino le penne
ai rinati rondini:
veloci, giocondi,
lucenti . .
come tante speranze
che
non devon
morire.
quando
comprenderai
l'iniqua rapina,
pur lenta ma feroce,
da' padri tuoi,
figlio mio, attuata:
quando
la velenosa
matrice del cancro
la morte propaga
fra i tuoi frutti:
non perdonarci, no!
la bramosia di pochi,
rovina fu
solo per tutti;
non perdere il furto
che ti lascia la terra
brulla e saccheggiata.
condanna ti chiedo,
severa condanna
per la nostra
tolleranza insensata...
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Immensamente e profondamente piaciuta

il 10/12/2018 alle 18:28

Sino all'ultimo sospiro! Bellissimo componimento!

il 10/12/2018 alle 19:43