Vedi tutte le Poesie lette da Emico Pol dell'ultima settimana

Pagina aggiornata il: 18/07/2018 22:35:47
Menta e gardenie
Pubblicata il 27/06/2014
immaginare...Sognare....Amare...
rubano al cuore la ragione per cui vivere
ne fanno polvere e seme
sapore e profumo.
confusi nel dire,
ma certi di fare
quel che la profonda coscienza suggerisce,
cogliamo attimi di solitaria inquietudine
facendone bouquet odorosi
esca per l'animo di chi
oserà toccarne l'essenza.
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un accostare il naturale al quasi umano...mi piace molto, spice lenfasi di alcuni versi...ciao.

il 01/07/2014 alle 16:37

Grazie davvero per il tup commento. K

il 13/07/2014 alle 09:33
Pubblicata il 09/07/2018
farfalle
È nelle mie mani che vi porterò con me,
non nello stomaco,
carissime farfalle
che vi innalzate
e volate
in ogni valle.
farfalle mie,
voi siete come anime
sempre pronte a donarci luce,
sempre pronte a guardarci dall'alto.
È nelle mie mani che vi porterò con me,
se volete portatemi dove mia nonna è.
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complimenti un benvenuto nel sito

il 09/07/2018 alle 05:50
Pubblicata il 09/07/2018
farfalle
È nelle mie mani che vi porterò con me,
non nello stomaco,
carissime farfalle
che vi innalzate
e volate
in ogni valle.
farfalle mie,
voi siete come anime
sempre pronte a donarci luce,
sempre pronte a guardarci dall'alto.
È nelle mie mani che vi porterò con me,
se volete portatemi dove mia nonna è.
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il 09/07/2018 alle 05:50
Pubblicata il 09/07/2018
farfalle
È nelle mie mani che vi porterò con me,
non nello stomaco,
carissime farfalle
che vi innalzate
e volate
in ogni valle.
farfalle mie,
voi siete come anime
sempre pronte a donarci luce,
sempre pronte a guardarci dall'alto.
È nelle mie mani che vi porterò con me,
se volete portatemi dove mia nonna è.
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il 09/07/2018 alle 05:50
Pubblicata il 09/07/2018
farfalle
È nelle mie mani che vi porterò con me,
non nello stomaco,
carissime farfalle
che vi innalzate
e volate
in ogni valle.
farfalle mie,
voi siete come anime
sempre pronte a donarci luce,
sempre pronte a guardarci dall'alto.
È nelle mie mani che vi porterò con me,
se volete portatemi dove mia nonna è.
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il 09/07/2018 alle 05:50
Ore 17.20
Pubblicata il 10/07/2018
Mi ritrovo
a seguire
la rotta delle navi
e a desiderare
di essere
il salmastro che
dall'isola di Ustica,
fortunato, accarezza
i tuoi capelli,
odora la tua pelle,
bacia i tuoi occhi
e accende
i tuoi pensieri.
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Non smettere mai di seguire questa rotta. Questa poesia è come una cartolina illustrata...mentre la leggevo mi ha fatto sognare. Grazie!

il 10/07/2018 alle 20:49

Grazie a te!

il 11/07/2018 alle 08:02
grotte infuocate
cri
Pubblicata il 17/07/2018
Del cavernoso concavo mi è l’esplorar grato
e rattenendo vo
tra labbra di intonse cavità ‘l fiato
ch’il respir mai si comprima, s’adagi eburneo il guardo
e a baciar le fenditure si fletta innamorato.
cred’ i’ che niun uomo ostentar possa indifferenza
al multiforme svelarsi della petrosa consistenza
della freddura frusta l’alma ‘l suono
ma del cor avvertesi il calore
del profondo cosmo e del suo vestir migliore.
tempo verrà ch’i da te mi ritragga
spelonca inafferrabil e divina
ma ‘l penser mio mai da te t’en prego sfugga
di quella roccia tua salda e adamantina.
ch’il terren peregrinare maggior reca la soavità
se anco di sotterranea seduzione
costante e amorevol brillerà.
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Molto piaciuta. Una sola cosa pubblicate di più

il 17/07/2018 alle 21:26
cri

Ringrazio molto ma non posso inondare di poesie questo sito, non voglio assurgere a una parte di primadonna che non mi appartiene e poi ci sono altrettanti contributi anche più pregevoli dei miei da apprezzare. Grazie ancora.

il 18/07/2018 alle 12:40
il delta del po
cri
Pubblicata il 17/07/2018
Maledette voi,
urla di cieca, insensibile energia
del primitivo cuore depurata
che sull’innocenza ancestrale
d’un territorio che fu vergine vi stagliate;
ruggisce l’impotenza di pesci e uccelli
nell’abbraccio funesto di un cielo annerito
il tempo ci dà in pasto alla solitudine
più non respirano i fasti lussureggianti
d’un territorio sempre più stuprato.
rassegnate sanguinano e si contorcono
le voragini figlie
della degenere cavazione del metano;
qual penna traditrice
evasa dal grembo impazzito della storia
firmò sulla lavagna del destino
l’autografo della tua precoce morte
polesine che fosti quadro scintillante
e in un sussurro di follia ti riscorgesti
tela svergognata e prostrata?
temi di speranza di dileguano
scritti sul mormorare sfuggente della pioggia
qual gola inferocita vi trovaste
dell’antico amico e fratello Po
bergantino, Papozze, Polesine Camerini,
porto Tolle, Frassinelle?
là dove i paesi sciorinavano
fruscii inconfondibili di favole
sogghigna or il fantasma inscalfibile
d’inestirpabile desolazione.
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cri
Pubblicata il 17/07/2018
Di tremolii orde scotendo van la valle
mentre meditabondo s'agita l'ancestral monte
e d'un colpo Longarone nel suo dolce scialle
mortal freccia d'impazzita acqua trovasi in fronte.
era la diga espression d'ingegno e di prodigio
che fiero stagliavasi in infrangibil beltà
in quell'uran or soleggiato or grigio
e all'acqua permetteva di raccogliersi e mutarsi in elettricità.
ma dì vi fu nel qual il monte Toc la testa perse
d'irritazion madido per imperizia o cupidigia d'ingegneri
e rese in un respir quelle terre sommerse
al dramma eterno consegnando l'istoria di ieri.
nell'indifesa valle la luce ostaggio si consegnò all'oscurità
più che 'l gaudio della partita al bar urlò l'ansietà
bimbi giocosi e adultità orgogliose fuor per sempre divorati
da quell'idrico stridor a polver misto e cancellati.
restan or tombe da quel masso caduto
ma nondimen dimora e chiede resistenza
il monito che fu 'n quel tetro dì taciuto
non provocar natura, rispettar devi la sua presenza.
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Pubblicata il 17/07/2018
Cirri ondeggiano levismi serici
come a voler coronare candidi frenuli
d’antichi giochi amanti, torsoli pudici
cocche dal flessuoso silenzio ambrato
corpi crudi, nenie levigate a trama di nimbo
fluttuante come mantra sbocciato d’incanto
dal grande alveo ove pigiati i sensi
a succo grondante d’elisio
si serrano corpi franchi all’unisono
senza più freni in un sol vasto
paradisiaco talamo.
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cri

Vi è un buon linguaggio ricercato, direi un buon componimento, un verseggiare robusto e disinvolto.

il 17/07/2018 alle 18:44