Vedi tutte le Poesie pubblicate ieri

Pagina aggiornata il: 19/07/2018 15:28:50
Confusione
Pubblicata il 18/07/2018
Se dormo o son desto
m'imbroglio maldestro
co li sogni selvaggi
me trovo ne la giungla
e qualche leone faccio fori
poi ad occhi aperti
e ben sveglio
ancora russo
e son fuori uso.
  • Attualmente 0/5 meriti.
0,0/5 meriti (0 voti)

Il tuo dormire è parecchio agitato!!!

il 18/07/2018 alle 21:37
cri

In realtà russare non significa essere fuori uso, almeno a mio avviso. Diciamo che può essere visto come una colonna sonora al servizio di un ricamo onirico sempre avvincente. Non è tempo morto il sonno, è tempo usato sia pure con il primato dell'inconscio. Buona giornata.

il 19/07/2018 alle 11:14

I sogni sono belli anche come la tua descrizione

il 19/07/2018 alle 12:23
impeto di natura gravida
cri
Pubblicata il 18/07/2018
Soffoca e fumiga
nel mormorante abbaglio
il gorgoglio d’un primitivo
ormai non più disiato impeto;
incatenato giaccio
agli stilemi di gestualità ribelli
da fonetiche infatuazioni
freddamente
vigliaccamente stuprato.
fedele è sol il raggrumarsi
dei fantasmi di scapigliate rimembranze
ch’arsure omicide rivelano
di rigurgiti d’insana speme.
echi d’orgogliose olive
nel ribollente frantoio s’annidan
ove l’olio a far galleggiare s’apre
orde di illusioni stonate.
più non ho giostre
di giri da sfogliare ricolme
sol un disadorno passo
calpestio di preghiere
che coraggio non ebbi
di osservare tra le rughe eburnee del volto.
  • Attualmente 4/5 meriti.
4,0/5 meriti (1 voti)
Pioggia estiva
Pubblicata il 18/07/2018
Ciel sereno
nubi che vanno
ne vengono altre
man mano
più minacciose
e si lasciano andare
in un pianto a dirotto.
  • Attualmente 0/5 meriti.
0,0/5 meriti (0 voti)
cri

Le nubi che piangono sono sempre una metafora avvincente, a lei il merito di averla evidenziata una volta di più con fini versi.

il 18/07/2018 alle 18:36

Un cielo che piange non porta tristezza?

il 18/07/2018 alle 21:39
In risposta
Pubblicata il 18/07/2018
Foglia secca
in gioco de lo vento
che a manca e a dritta
me mena
a suo piacimento.
  • Attualmente 0/5 meriti.
0,0/5 meriti (0 voti)
Pubblicata il 18/07/2018
Arsa è la terra
afosa l'aria
senza acqua
è pieno inferno.
  • Attualmente 1/5 meriti.
1,0/5 meriti (1 voti)
quel dì 'n qual eran i righeira
cri
Pubblicata il 18/07/2018
Dì eran 'n cui 'l sol ancor si fletteva
dal ligur pelago all'adriatico bacino
ch'il danzar su torride rene s'estendeva
demiurgo e custode d'un addio oppur d'un bacino.
anfratto complice ancorché urlante v'era un loco,
ch'a passi or scomposti or d'arte apriva,
e 'l musical tormento offriva in gioco
alla calda stagion che mai davver moriva.
in semplice cammino, o su due ruote ruggendo
l'estate mai realmente si percepia finendo
ch'anzi d'essa 'l rimembrar restava qual d'epoca gaia
sull'indiavolate note di "Vamos a la playa".
ma un tratto 'l baglior del tempo al buio ebbe a negarsi
e de' Righeira il mito concessesi al tramonto
ma 'l divertirsi esequie non conosce, e pront' è a rigenerarsi
con altro motivo ch'all'orizzonte trovar si fa pronto.
  • Attualmente 3.5/5 meriti.
3,5/5 meriti (2 voti)
Pubblicata il 18/07/2018
Prati verdi
qui e là puntati
di papaveri rossi
e fior di lillà
e noi bimbi di allora
a far capriole in quantità.
  • Attualmente 2/5 meriti.
2,0/5 meriti (1 voti)

Bellissimo quadro, occhi al passato,la memoria finchè c'è e ci riporta indietro è gioia per il nostro spirito.

il 18/07/2018 alle 21:42
ermeneutica disperata
cri
Pubblicata il 18/07/2018
Tra punture vigliacche di rocce carsiche
a baloccarsi imprendesi
dei miei passi l’anemico fantasma.
la parola si scorge e rivela
magnetica eppur insulsa ridondanza
sul tremebondo canuto foglio
ch’ endemiche disillusioni
per ignorato, inconsapevole perimetro serba.
inevitabili, irrefrenabili dissolvenze
accoglie il grembo delle cavità acquee
da cui germogliavano le camelie
delle mie ineffabili progettualità.
odo, ma più non godo
l’adagiarsi d’un solfeggio sovrano
divenuto è pugnalante motteggio
sulla carcassa delle mie interiora avvelenate.
l’infedel baluginar de’ miei respiri
di ricacciarmi si bea
nelle fenditure di retroguardia dell’esistere.
schiavo inebetito mi scorgo
dell’ostendersi di estasi maleducate
e dilatansi nell’omba
del conclusivo naufragio i tentacoli.
si dilatano nell’ombra
di un cristian orfano di cristiano.
  • Attualmente 0/5 meriti.
0,0/5 meriti (0 voti)
glacial mi è l'irrider tuo
cri
Pubblicata il 18/07/2018
Glacial m’è l’irrider tuo
ch’ a profani olezzi ‘l poetar mio avvince
di scomposte gestualità ebbra giaci
e sguardo infuocato rechi qual pietrosa lince.
del vergar mio su virgin foglio
dì fu in cui ti beasti e ‘l gaudio a sparger avesti
estraneo non mi fu i’ confesso ‘l tarlo dell’orgoglio
poi ch’il giubil tuo profondevasi in festanti riti agresti.
e or in taglienti invettive hai il prisco idillio rappreso
del sentimento la tela mutata hai in ragnatela
ma cogliermi non saprai, t’el dico, né sorpreso né offeso
dianzi al tuo sembiante ch’a umiliarmi anela.
le labbra mie mai menerai verso ‘l rimpianto
dell’averti in disio coltivata eppoi amata
ma in me germogliar vedrai l’estasi di novel canto
in questa vita che credevi ormai prostrata.
ma della tua traditrice dissolvenza, credi
non un picciol istoriamento rimarrà
certo ‘i non son lo scheletro che vedi
ma il fiero bocciol d’una ritrovata intensità.
  • Attualmente 0/5 meriti.
0,0/5 meriti (0 voti)
Controversia
Pubblicata il 18/07/2018
Chi va pian
va lontano
ma quando
è proprio il tempo
che a li nostri giorni manca
se non fai l'ovo oggi
di sicuro non lo farai
nemmeno domani.
  • Attualmente 1/5 meriti.
1,0/5 meriti (1 voti)

La tua filosofia mi piace.

il 18/07/2018 alle 21:43