Utente eliminato
Pubblicata il 24/09/2008
Ascolta Israele,
faccia a faccia hai visto
e da solo combattuto,
non ti ha divorato il fuoco
eppure a Penuel c’era Cristo,
il cuore ti era quasi scoppiato
ma solo il fèmore fu tristo,
e l’universo ti fu donato.

Ascolta,
faccia a faccia ancora sei,
ma persistenti vapori
ti annebbiano la vista di colei,
e cieco tra ciechi
in acque amare t’infervori
e ancora t’incateni
ai mariti di Sara,
uomini biechi,
ma sarà il carisma
del nuovo Giacobbe,
poliedrico prisma
che all’alba dell’età dell’oro
scivola nel flusso del tempo
a riparare l’osso femorale,
cancellando l’antico male
che vivrà in un lampo
nella luce della grande anima.
Ascolta Israele…
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Mi hai sorpreso , trovo molto interessante questo tuo modo di espore una poesia su l'essenza del richiamo del pentimento da parte di Dio agli israeliti
hai tirato in ballo due personaggi importanti della Bibbia .
complimenti discri .
Ciao

il 24/09/2008 alle 13:44

Effettivamente è una visione molto particolare di un passaggio biblico molto suggestivo.
Bella,anche per chi (come me) è testardamente avverso a determinate ideologie...
Saluti.
Luca

il 24/09/2008 alle 14:09

Mi domando se questa tua sia esclusivamente una trattazione storicopseudofilosofica oppure un messaggio da ascoltare...anche per il popolo che non è d'Israele.

il 24/09/2008 alle 14:21

certamente il tuo messaggio va oltre la Storia, rivolto sempre a quel difficile rapporto interiore dell'Uomo verso l'intepretazione della sua Genesi e della sua motivazione.
Un caro saluto e complimenti per la forza delle immagini liriche.
Axel

il 24/09/2008 alle 17:02

Assolutamente daccordo con te...
La propria linea, per quanto storta possa essere, è sempre la sola da seguire!

GRazie a te per la bella lirica.
Un saluto!

il 24/09/2008 alle 22:07

caro discri
se vogliamo per un attimo trasporci un po' piu' sul "terreno", direi che oggi
in ogni caso trovarsi faccia a faccia con il nostro io- tentatore non e' una esperienza di facile gestione e se per puro esercizio mentale, vogliamo sostituire "Israele" con il Giacobbe di oggi, lo vediamo combattere e spesso soccombere, nella lotta con tentazioni ed ossessioni, da cui spesso ne esce non solo con i tendini rotti ma anche con molto altro.
grazie per lo spunto di riflessione, ma anche per la via di uscita che tra le righe fai trasparire...

un saluto bruxio

il 24/09/2008 alle 22:38

La prossima volta cerca di creare una poesie su "Giobbe" il personaggio che anche con quelle sofferenze Ha datto prova che l'uomo può servire Dio nonostante quello che ha passato. Tu hai il tuo modo di raccontare in modo poetico queste cose
Ciao

il 24/09/2008 alle 22:55