Pubblicata il 18/09/2008
Ci si avvia verso la scena
come fosse un gioco d’improvvisazione,
ma stretti tra le quinte
si affianca con certosina pazienza
la rigorosa cura del montaggio.

Con l’ausilio del trucco sulle guance
piume leggere volteggiano sul palco,
lo scandaglio suggestivo del copione
spezza il silenzio,
le voci si alternano,
le battute trafiggono a ritmo serrato
scavano chiazze sulla pelle
inseguono con frenesia
gli stacchi scanditi sull’asse temporale.

La platea consegna ampio il consenso
si chiude il sipario
si spengono i lampioni di carta colorata.

L’ansimare del respiro
si staglia stanco
col solitario affanno delle corde
con la resa e l’abbandono
affinché le cose continuino ad andare.

Il desiderio è fiume che trascina
mentre lo specchio d’anima rimanda il gesto
quasi compiaciuto
di chi abbandona al destino
le umane vanità.
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quella sofferta lacerazione tra l'essere e l'apparire che produce però liriche così belle e pregnanti...
Bello leggerti!
Un abbraccio
Axel

il 18/09/2008 alle 13:59

Molto sentita e condivisa la tua carissima Mati.
Sopattutto la chiusa lascia un po' d'amaro in bocca...
ma è vera e saggia

smack
liz

il 18/09/2008 alle 14:25

cara Mati ,quanto sono vere le tue poesie,bellissima,un caro saluto.

il 18/09/2008 alle 14:30

*Ci si aggrappa ad una stereotipata
leggerezza dell'essere, ma minuzioso
é lo studio della parte..tra sorrisi forzati
e belletto..nell'intimo, il respiro ansimante,
segna il peso della commedia,
consapevoli di un unica strada,
ci si lascia travolgere da quel fiume, stanchi
abbandonandosi come piume, al destino...

Un abbraccio affettuoso Mati
Summer

il 18/09/2008 alle 16:44

La capacità istrionica dell'essere umano, sul palco della vita. Ciao, Mati. L'orco.

il 18/09/2008 alle 17:04
Jul

Bellissima mati! Siamo tutti attori in cerca di...regista? Un bacio, giulia

il 18/09/2008 alle 18:19

diventare attore per essere se stessi
o recitare per nascondere se stessi?

questo è il dilemma

profonda riflessione nelle tue parole
scolpisce dentro parole dell'anima

il 18/09/2008 alle 20:05

...ma forse in quel recitare impariamo la vita

il 18/09/2008 alle 20:33

atti più atti di umane qualità, attori e spettatori nello stesso frangente e grande il tuo ruolo ,tratteggi con stile ,commediografa esperta della vita ,brava ,cate

il 18/09/2008 alle 21:51

Non so perchè ma mi saltano agli occhi "veline e miss Italia", che non trovano in me interesse, come invece lo trova la tua poesia che trova comunque il palcoscenico dell'anima ad occhi chiusi.
un grrrrrande ciao
Cesare

il 19/09/2008 alle 14:58

Spesso siamo come acrobati sul filo a volere offrire il meglio di noi, rischiando di essere travolti da quella forte ansia.
Un caloroso ringraziamento e un abbraccio
mati

il 19/09/2008 alle 23:22

L’amaro in bocca talvolta serve a dare un taglio deciso, a voltare pagina, e magari a farci sentire più sereni, più vicini alla nostra interiorità.
Grazie, cara Liz, per l'assidua presenza.
Bacione
mati

il 19/09/2008 alle 23:30

Nel teatro della vita ci siamo tutti, volenti o dolenti, e se non interpretiamo bene il ruolo assegnatoci raccogliamo perfino i fischi!
Andrea, grazie di cuore.
Ciao
mati

il 19/09/2008 alle 23:46

Grazie per esserti soffermato su un aspetto rilevante, uno dei più forti, forse il più drammatico.
Un caro pensiero
mati

il 19/09/2008 alle 23:56

Finchè è commedia è accettabile, ma quando diviene tragedia la scena rimbomba di un notevole dolore.
Un sorriso e grazie
mati

il 20/09/2008 alle 00:11

Il tuo entrare in scena è ricco di accenti attenti, nati da una scrupolosa e minuziosa lettura.
Applausi a piene mani.
Grazie infinite
mati

il 20/09/2008 alle 00:19

Siamo attori fin da piccolini, quando sappiamo farci spuntare una lacrimuccia, pur di avere soddisfatto un particolare desiderio.
Grazie, orco, per il tuo passaggio.
Salutone
mati

il 20/09/2008 alle 00:44

La diligente determinazione con la quale si pettinano i sentimenti e le emozioni affinchè restino nella linea morbida di un profilo d'esistenza, e non perchè sia un dovere o una necessità ma affinchè l'anima, che affida ogni ricciolo di emozione al destino, abbia a desiderare orizzonti di compimento più gratificanti ed alti.
Io non so se ho interpretato o solo tradotto..
Con emozione Sergio

il 20/09/2008 alle 14:10

Interessante la tua domanda.
Molti sanno chi è il regista e vi si affidano con piena fiducia, seguendo passo passo le indicazioni, mentre altri le trascurano, non sentendole adatte al ruolo che amerebbero interpretare, e da lì nasce un grande senso di insoddisfazione.
Grazie, un caro abbraccio
mati

il 22/09/2008 alle 21:53

Abbiamo aperto un dilemma, difficile tirarsene fuori.
Come ogni medaglia ha due facce, e di ognuna almeno un particolare può andare bene, ma quale tratto è quello che si adatta meglio ad ognuno di noi?
Si tratta di cambiare continuamente scena, fino all’inesorabile caduta del sipario... e poi ricominciare!
Un caro saluto, grazie, mati.

il 22/09/2008 alle 21:58

Sicuramente è un'esperienza che rende parecchio, aiuta a capire il limite e ad impegnarsi di più.
Grazie, un caro saluto
mati

il 22/09/2008 alle 22:05

C'è gente che ama il palco solo per sgambettare, ma ce n'è tanta altra che sceglie il palco per mettere a fuoco i propri sentimenti e comprenderli nella più profonda essenza.
Un grrrrande ringraziamento ed un abbraccio
mati

il 22/09/2008 alle 22:19

Sarebbe bello essere tutti in scena per rappresentare difetti e qualità fuori da ogni maschera, vicinissimi ad ogni personale realtà.
Grazie, cara cate, un affettuosissimo abbraccio
mati

il 22/09/2008 alle 22:23

Ancora una volta verifico l'acume e la finezza del tuo commento.
Ti soffermi sui diversi particolari per cogliere il legame che li unisce e ritrovarli in un unico quadro.
La tua interpretazione non solo è magnifica, ma è anche resa con parole carezzevoli che provengono dalla tua profonda capacità introspettiva e da una lettura fortemente partecipata.
Grazie per la costante presenza, un abbraccio
mati

il 22/09/2008 alle 22:40

Mi domando della sfortuna che ho avuto stando controvoglia lontano da Ph non seguendoti in tutte le tue curate e profonde composizioni

il 22/09/2008 alle 22:45

Bentornato tra noi con le tue domande che sono stimolo per interessanti riflessioni.
Vedo che cerchi di recuperare il tempo perduto con ottima lena.
Grazie di cuore
mati

il 22/09/2008 alle 23:39

Sono arrivata in ritardo cara Maty, mi stavo perdendo questa bellissima lirica.
E poi, io che sono un'ottima scenografa ,leggo, cerco di scandagliare ogni piccolo dettaglio: Leggo il copione, poi guardo gli attori che sono sulla scena...inizia il dialogo che si interseca con altre voci...Le battute trafiggono a ritmo serrato..
C'è pathos..il pubblico aplaude e si chiude il sipario.
Tra piume e sipario l'anima rimanda il gesto compiaciuto di chi sa abbandonare a destino le umane vanità effimere..
Cara Maty, sai che è sempre un piacere commentarti!!
Con affetto Dora

il 23/09/2008 alle 18:03

Chi meglio di te poteva interpretare al meglio ogni passaggio?
Tu vivi l’esperienza del palco in maniera diretta, conosci bene le diverse sensazioni che si provano ad interpretare un ruolo, a sentirlo vivo sulla pelle e poi magari a doverlo abbandonare sulla scena, per passare ad una realtà ben diversa.
Grazie, cara Dory, per il tuo passaggio così ricco di emozione.
Un affettuosissimo abbraccio
mati

il 23/09/2008 alle 23:45

versi scritti con intelligenza e profonda analisi, affrontando il punto di contatto tra finzione e realta' spesso non vera.
Bella composizione.

il 26/09/2008 alle 20:48

Ti sono grata per avere apprezzato il mio scritto.
Un caro saluto
mati

il 26/09/2008 alle 22:50

Siamo tutti attori, ognuno nella vita recita la sua parte.

il 02/09/2014 alle 11:46