Pubblicata il 26/08/2008
Era di luglio, era mattina,
fitta cadeva una pioggerellina,
quando ad un tratto vidi una cosa,
non era un sasso, non era una rosa,
era un ammasso di polvere e pelo
che tremava per la fame e per il gelo.
Se ne stava là, davanti al cancello,
lo sguardo triste, il musetto bello,
leccava acqua, fango e insetti,
e mi guardava con quegli occhietti,
in due minuti mi prese il cuore,
aveva tanto bisogno d’amore.
“Entra tesoro” le abbiamo gridato,
poi acqua e cibo le abbiamo donato,
quel cagnolino beveva e mangiava,
e, avidamente, la fame placava.
Da quel momento è rinata,
così Olivia l’abbiam chiamata.
Son già tre anni buoni buoni
che noi siamo i suoi padroni.
Per noi ormai è come una figlia
col suo amore ha rallegrato la famiglia,
per le ragazze è una sorella
e, come loro, vuol farsi bella.
Quando, specchiandosi, si mettono l’ombretto,
Olivia, di sicuro, vorrebbe il rossetto,
e quando indossano gonne o abitini,
Olivia, certo, vorrebbe una mini.
Insomma, non prendetemi per pazza,
ma Olivia è un cane che si crede una ragazza.
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Le tue poesie denotano un cuore tenero,pietoso e allo stesso tempo gaio.Mi piacciono.SALUTI.T.

il 26/08/2008 alle 10:46

Grazie del tuo commento. Hai colto in pieno il mio animo.

il 26/08/2008 alle 18:19