Pubblicata il 25/06/2008
Quante volte
siamo finiti
con la faccia nella polvere.

Sconfitti,
abbiamo perso una battaglia.

Ancora più male
ci siamo fatti
quando ci siamo appoggiati
a qualcuno,
solo per accorgerci,
cadendo,
che non era più lì.

Se mai c'era stato.

E poggiamo le mani
piatte a terra
e spingiamo
per rialzarci,
ogni volta.
Se siamo fortunati
c'è la mano gentile
di un passante
che si protende
ad aiutarci,
disinteressata,
prima di riprendere la sua strada.

Ma comunque
ci rialziamo
perchè la guerra continua.
Altre battaglie
ci aspettano
e, chissà,
forse una tregua,
in qualche luogo,
in qualche tempo...
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un guerriero guarda la polvere ,inciampare e cadere è umano,vedi siamo deboli e forti contemporaneamente ,capaci di sforzi e neccesititamo anche di essere umili e accettare gli aiuti senza pretese,strade amico mio che percorriamo tutti ,ricordiamocelo e aiutiamoci ad essere meno pianeti dispersi ,un abbraccione cate

il 25/06/2008 alle 21:37

quanti errori di doppie ,do la colpa al caldo eheheh,,,,ciao,niente posta il postino in sciopero,

il 25/06/2008 alle 21:40

quanti errori di doppie ,do la colpa al caldo eheheh,,,,ciao,niente posta il postino in sciopero,

il 25/06/2008 alle 21:41

Tranquilla, anch'io ho sempre più frequenti attacchi di dislessia da tastiera. Sto invecchiando!!!
Un abbraccio

il 25/06/2008 alle 22:17

viviamo solo perchè manteniamo la speranza che le cose possano cambiare. Molto bella.

il 25/06/2008 alle 22:17

Viviamo per quei pochi istanti di tregua; viviamo perchè ogni volta che ci rialziamo e riprendiamo a combattere è uno atto di sconfinato eroismo, perchè rifiutiamo di arrenderci, e continuiamo a combattere, ciascuno la sua guerra.
Ciao, buonanotte

il 25/06/2008 alle 22:23

Così è la vita... se accettiamo il sereno dobbiamo saper accettare anche la tempesta, e da ogni caduta si ci può rialzare e temprare il nostro carattere... si diventa più forti...
ciao olly

il 25/06/2008 alle 23:28

Quante volte ci si ritrova al buio e senza voce, soli nella vastità dell'infinito.
Gli ideali di un tempo ti sembrano sfocati, la mancanza di punti di ancoraggio scoraggia, e l'esperienza dell' incomunicabilità è vissuta con estrema sofferenza.
A quel punto pare di toccare il fondo, ma è lì che scatta la molla della ricomposizione di quei frammenti che stavano per volare via.
L'accento accorato di un percorso difficile sta per intero nei tuoi versi, ma lo si coglie per collocarlo nell'ansia della tua ripresa.
Un caro saluto, mati.

il 26/06/2008 alle 00:10

Ormai nn le conto più
ma so che ogni volta, mi sento sempre+ forte

smack
liz

il 26/06/2008 alle 16:53