Pubblicata il 23/04/2008
Le sei passate.
Eccomi, sul treno per tornare a casa.
Il vagone odora di stanchezza e di sudore, ed io non riesco ad addormentarmi.
Mi guardo attorno.
Sento lingue straniere che non riesco a riconoscere.
Qualche fila avanti alla mia, una donna sui 30 anni cerca di nascondere un certo nervosismo.
E' seduta, immobile, ma gli occhi saettano da un lato all'altro del vagone.
Forse cerca facce amiche, forse è spaventata.
Chissà da che.
I suoi occhi incontrano i miei, poi si abbassano intimoriti.
Dovrei farmi la barba, ma non sono poi così pessimo.
Sull'altro lato del vagone un bambino con la mamma.
Lui, 8-10 anni, gioca con un videogame portatile con la bocca aperta, gli occhi vacui.
Lei sta scartando quello che sembra un panino con wurstel e maionese,
probabilmente per il cerebro-leso pargolo.
L'odore nauseabondo si espande per la carrozza.
Schifato e prossimo a vomitare, noto un ragazzo alternativo.
Cuffiette alle orecchie.
Percepisco qualcosa di quello che sta ascoltando,
e triste mi accorgo che anche l'alternativismo è diventato una moda.
Adesso non venitemi a dire che soo gusti.
Provo ad aprire il finestrino,
per liberarmi dall'odore terribile di quel panino
e dal senso d'oppressione della "civiltà" pendolare.
Bloccato.
Potevo aspettarmi altro?
Squilla un telefono.
E' una donna.
Non afferro le prime parole, ma poi inzia ad innervosirsi,
alza il tono della voce.
Mi giro.
Ben vestita, 40 passati.
Parla di avvocati, risonanze, mercedes.
Ritengo che nessuno di questi tre argomenti meriti tante urla, parole o attenzioni.
Fiato sprecato.
Torno su questa pagina.
Nel corridoio del vagone cammmina gente, si ferma per un secondo, nota il posto libero vicino al mio.
Vede che scrivo.
Riprende a camminare.
Chissà se è sempre colpa della barba, o è per quello che sto facendo.
Davanti a me c'è una coppia.
Lei dorme sulla spalla di lui, che si strofina gli occhi stanchi.
Lei riposa serena, lui è pensieroso.
Chissà che c'è di così importante, tanto da distrarlo dallo spettacolo di lei che dorme.
Il treno corre.
Alzo la testa e guardo oltre il vetro.
Finalmente, sul treno,
gesti e azioni,
parole, odori e rumori si fermano.
Cade la pioggia.
Scende violenta.
Lava via queste coscienze,
che stasera non c'è tramonto.

"Ciao piccola, sono sul treno. No, è tutto ok, volevo solo sentirti..."


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MA VA LA ,NON STESSO TRENO ,MA SIMILMENTE AFFERO IL SENSO ,SOLO CHE IO MANGIO ,ASCOLTO LA MUSICA ,DORMO PARLO A TANTE VOLTE DI TUTTO E DI NIENTE ,SOGNO ,RIGO IL VERSO DELLA PIOGGIA ,E FORSE QUALCHE ODORE NON ESCE DAL FINESTRINO ,MA è L'UMANITà CHE TI FA COMPAGNIA , E POI UN SILENZIOSO MESSAGGIO MI METTE IN CONTATTO CON UN'ALTRO MONDO ,TI PENSERò E TI MANDERò UN SALUTO QUANDO PRENDO IL DIRETTO DELLE 6 e 40 ,BUON VIAGGIO ,CATE

il 23/04/2008 alle 10:54

Ma chi sei?Er Proust della poesia?
Saluti

il 23/04/2008 alle 13:02

il problema è che si tratta di una compagnia non richiesta...
o forse il problema sono io e basta.

un saluto affettuoso

il 23/04/2008 alle 15:39

"la gente èil più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto." charles bukowski :)

il 23/04/2008 alle 15:40

sai..ho letto questa tua bellissima poesia con CADE LA PIOGGIA dei NEGRAMARO ma è stata una concidenza...perchè avevo messo il random nel pc...
Descrivi con una minuziosità particolare la vita di ogni giorno..la osservi e ne fai poesia..
Te l'ho detto vero che sei il mio poeta preferito di ph???
Ciao Desa..spero di leggerti presto.
Ciao
Klavier

il 23/04/2008 alle 18:26

me l'hai detto, si... :)

e io arrossisco puntualmente....
ogni tanto però vorrei scrivere di cose belle...

ciao ste.

bacio

il 23/04/2008 alle 19:39

Quanta gente strana si incontra sui treni.
Io ho fatto viaggi in treno lunghi e meno lunghi
ho fatto salotto, insomma parlavo solo io.
La gente mi guardava e sorrideva . Un signore ben vestito prima di scendere mi ha dato la mano me la ha stretta forte e mi ha detto, questo viaggio non lo cancellero' mai, perche ' e' stato molto breve e simpatico, grazie alle sue chiacchere e il suo buonumore so state un toccasana.
Le ferrovie dovrebbero assumerla per fare salotto.
Des ho parlato ininterrottamente Milano Francoforte, senza mai impaperarmi.
Molto bello il viaggio tuo sul treno e la pioggia che scende su noi, e la pioggia che va e ritorna il sereno! Lava e purifica le coscienze.Bella chiusura la telefonata al cel con la tua piccola ballerina

il 22/06/2008 alle 19:03