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Pubblicata il 04/02/2008
Quest'aria inebria i miei sensi
e mentre si spegne tra le dita
questa pesante accensione,
divoro la mia pelle dimenticata dal pallore.
Apro la porta per l'ultima volta,
non so quante volte ho guardato quell'anta
e con il cuore tra i fogli di una lettera,
son pronta a salutare il mio sangue
che scorre lungo il pendio di quel
semplice senso....
Posati tra guanciali che ci avevano assegnato,
abbiam passato la notte della nostra ultima infanzia, quando il semplice gesto consolidava l'abitudine.
Darsi la buonanotte avrebbe dato
troppo dolore
ai nostri piedi frementi
e nella notte piu' lucente
che io mai ricordero',
ci siam detti addio.
Volevo che tu non sentissi
il mio respiro, ma lui come bestia
ansimava doloroso.
Regolavo i miei battiti per camuffare
la presa del mio stomaco.
Le secrezioni adornavano le mie ferite
oculari e immaginavo
quanto avrei voluto solo voltarmi
e abbracciarti....
Ma ci son cose che non si possono fare
e in quell'aria pregna di arbusti
ho disteso le mie membra.
Lo stomaco ha reso difficile la mia finzione e
il cielo cadeva ogni volta,
ma ad un punto di quella interminabile
notte ho sentito il tuo singhiozzo d'amore...
Abbiam pianto senza curarci le ferite,
perche ogni contatto avrebbe ucciso
cio' che eravam sempre stati.
Il tuo semplice giaciglio era porto sicuro
di consueta pace e l'odore
del mio ultimo contatto sara' per te
come un porta certezze.
Mai potro' dimenticare la tua forma
e il sottile reclamo di vita...
Il coraggio ci ha messo alla prova
ed alla fine son rimaste celate
le agognate lacrime del saluto...
il sorriso dell'anima mi ha distrutto la giornata...
ma ce ne saranno altre in cui
ricordero' la tua voce.
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I ricordi non solo affiorano con infinità dolcezza, ma si radicano dentro e richiedono un'ulteriore visibilità, attraverso il richiamo forte dei sensi, della mente e del cuore.
Un caro pensiero, mati.

il 04/02/2008 alle 22:46

Cara Mati, grazie x il tuo fantastico commento, sei sempre cosi' accorta alle sfumature di quello che scrivo che sdesso vorrei quasi abbracciarti!!!!

un bacio da una Fiorediloto nascente.

il 05/02/2008 alle 09:56

Incredibile descrizione dell'amarezza di un lungo saluto...le parole non sempre servono, gli altri sensi, quando accesi come i tuoi, posson comunicare ogni tipo di emozione.
Il cuore piange ma impara a rafforzarsi.
Voto 100.
Una vicina ma lontana Pachamama.

il 09/03/2008 alle 15:32

Grazie , cara amica, solo ora leggo il tuo commento e un po' mi vergogno dei miei sentimenti cosi' evidentemente espressi...ma dovevo farlo.Credo che questa sara' la mia ultima pubblicazione su ph....ho espresso tutta me stessa e non posso far di piu'....E' vero...il cuore piange, ma e' forte come una roccia...Ti voglio bene, maledetta Pacha!

il 29/03/2008 alle 19:50