Pubblicata il 25/01/2008

La mia vecchia casa è ancora là
accanto alla chiesetta diroccata
la porta chiusa come l’ho lasciata
una mattina di vent’anni fa.

forse se busso forte si aprirà
se griderò al legno il caro nome
le sue canute e rade chiome
appariranno su quell’uscio là.

Chiamo! silenzio! solo la campana
tintinna, e par che dica ma perchè
partisti, ora è tardi ed è vana

l’attesa, ciò che cerchi più non c’è.
Non c’è, non c’è, ripete la campana
non c’è, non c’è, la tua attesa è vana.
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le sue canute e rade chiome
appariranno su quell’uscio là.

certo quelle chiome sono rimaste là...basta richiamarle con la forza evocatrice della memoria...

un saluto Edo, allora..presto ritorni alla tua terra ?

il 25/01/2008 alle 21:35

Mai l'attesa è un gesto vano, perché ha il potere immenso del richiamo.
Commovente la tua lirica, anela alla riscoperta di quei sentimenti che un tempo non furono espressi nella loro interezza.
Un saluto, mati.

il 25/01/2008 alle 22:56

grazie anna del tuo commento sei come ti ho lasciata sempre fine e gentile antonio

il 27/01/2008 alle 09:02

grazie del commento un saluto antonio

il 27/01/2008 alle 09:03

fatta da te una lode vale doppio
ciao discri

il 27/01/2008 alle 09:04

cosa posso aggiungere se non il piacere di rileggerti.
forse quella campana voleva dire che il tuo pensiero, è sempre all'uscio di quella casa, e stà aspettando che tu bussi,prima o poi,anche se con il cuore, non ti sei mai allontanato,20 anni fà.
bentornato ...annarella.

il 27/01/2008 alle 10:11

Grazie Annarella ..... e sono contento di ritrovare persone sensibili come te
ciao

il 27/01/2008 alle 17:22