Pubblicata il 03/12/2007
Squadrate immensità di bianchi aneliti
di pietra, il verde silenzio di acque
libere schiave, e l'odissea del tempo
fermo di larghe strade incontro al cielo

che non arriva mai, la pace azzurra
dell'obbedienza, un bambino tra mille
sorrisi persi, l'ombra luminosa
di un paradiso affamato, la stessa

ombra che scorre, grigia e lieve, accanto
al nulla, l'uomo, il cammino tradito
della sua idea, che fu di pura fiamma
l'alta sincerità, speranza e fede.

La solitudine del sognatore
chiude l'istante cieco del risveglio
in un ricordo breve, nell'inganno
dell'alba eterna tirannia di brume.
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Ti soffermi a presentare una realtà che ha lo sguardo dolente di fame e di paura.
Un pensiero a quanti sono in cerca della libertà.
Ciao, mati.

il 03/12/2007 alle 23:14

..molto bella ... perchè non ne hai scritte più ? ciao valerio

il 16/03/2008 alle 01:38