Pubblicata il 17/07/2002
Gira il mondo vorticosamente
all'improvviso intorno a me!

Case, alberi, il cielo e la strada
li vedo in piccoli frammenti,
amalgamati all'odore dell'asfalto
con quello della benzina
e della paura.

I suoni ovattati
dopo quello assordante
del terribile impatto;
le lamiere che si accartocciano,
le urla della gente, spaventata
e quelle sirene... lontane... lontane...

Buio! Silenzio!
Poi... una luce fortissima,
occhi senza volto, anonimi, seri
e quell'odore strano
della sala operatoria
e ancora... il buio, il silenzio!

Mesi di degenza
dove le terapie e le prove
si alternano in un'altalena
di speranza e sofferenza,
lacrime di collera e rassegnazione
e fra le dita quella certezza
fatta di freddo metallo e gomma.

Giornate vuote da ogni emozione
passate a ricordare
quegli attimi drammatici,
dove il nulla si é concretizzato
nella mia nuova dimensione.

Lunghe ore trascorse
a piangere e pregare,
davanti a quella croce
affissa al muro;
ma chi doveva... ha già dato,
ora é il mio turno
anche per ringraziare.

Ed ora sono qui
con la pace nel cuore,
il volto verso il sole,
pronta a combattere nuove battaglie
contro me stessa e contro gli altri,
sempre con quella certezza fra le dita
fatta di freddo metallo e gomma
... ma viva!

Paola
16/7/2002 sera,
durante il film "Perdiamoci di vista"
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Bello il film, così come la poesia, lunga, ma scorrevole. Ciao Andrea

il 17/07/2002 alle 15:51

Non ho visto il film, ma è notevole il pathos della tua poesia, drammatica e fluida, rende molto bene il trauma di un incidente e la lentissima ripresa e il ritorno alla vita.
Un abbraccio!
Axel

il 17/07/2002 alle 16:32

... c'è pace nel cuore
quando davanti non sai più che fare
e ascolti il battito del cuore
e ti senti felice
felice di vivere

Luigi

il 18/07/2002 alle 00:14