Pubblicata il 16/07/2002
Piume di pavone
su tetro sfondo
di battaglia finita,
macchie rosse
ricoperte da vento
di polvere nera.
L'ultimo sussurro
d'agonia di guerriero
privato di spada,
indifeso senza più pelle
di vita, non vince
la brezza grigia,
eppur racconta
di scontro inutile.
E i capelli scuri
accompagnano
l'ultimo respiro,
che torna indietro
e si trasforma in brivido
di presagio di lontana
donna amata.
Sale il freddo
lungo la giovane
pelle accarezzata
prima della partenza,
e scatena tempesta
di ricordi.
Di occhi
azzurri come l'oceano,
fondi di virile
muschio odoroso
di resina violentemente
dolce.
Dell'ultimo
fiore colto per
scherzo e nel riso
annodato tra i capelli
castani.
E alle nubi
di pioggia lontane
messaggere del campo
dove decidersi
doveva la vittoria,
il valore, l'onore,
- quali poi ? -
è affidata la lacrima
della nuova morte
lenta, dell'abbraccio
infinito all'amato morente.



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Molto bella la tua descrizione della resa alla morte del guerriero (piango per la spada abbandonata...)
e i ricordi che lo sfiorano nell'ultimo alito vitale, mentre il vento è messaggero di sua morte, presagio nel cuore di chi resta.
Molto poetica!
Bella!
Axel

il 16/07/2002 alle 21:03

E' una bellissima poesia che ho riletto volentieri, per meglio veder rappresentata l'immagine che tristemente scomparirà fra quelle nubi messaggere...

il 20/07/2002 alle 16:08