Pubblicata il 10/10/2007
Un grande aeroporto internazionale
in una grande città del Nord Europa
scegliete quale:
Amsterdam, Bruxelles,
Copenhagen, Francoforte,
fa lo stesso.

Nell'immensa hall delle partenze
aspetto.

Un fiume di gente scorre
tra scale mobili e tapis roulant,
chi in fretta, chi con calma

Molti seduti aspettano,
chi legge il giornale,
diversi con il computer sulle ginocchia,
tanti con il cellulare
accalorati in discussioni
che li fanno sentire importanti.

La severa signora col tailleur grigio
e le calze a rete
legge tutta concentrata
i suoi documenti,
gli occhiali sulla punta del naso,
sottolineando i passaggi importanti.

La coppia di anziani turisti,
forse olandesi,
siede davanti alla vetrata
che si affaccia sulle piste;
ridono mentre mangiano
innominabili "pizza baguettes"
stringendo le loro bottigliette d'acqua.

La bimba biondissima,
che avrà forse due anni,
ciangotta felice
finalmente libera dal suo passeggino
aggrappata alla gonna della madre.

Anche la hostess
al gate del volo SAS per Stoccolma
è un angelo biondo.
Diversa però...

Il crepuscolo avvolge lento
le strutture aeroportuali,
c'è nebbia stasera.

Il volo
ha già 45 minuti di ritardo in partenza.
Pazienza.
Forse potrei dormire un po'
come il giovanotto in jeans
che russa
sdraiato sulle sedie,
due file avanti a me.
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sei dotato di un terzo occhio, un occhio che viviseziona la realtà.tutto ananlizza e annota sull'agenda dell'anima, nulla ti è indifferente.nulla passa inosservato. mi ricordo di una tua poesia di qualche tempo addietro.eri solo seduto davanti al tavolino di un bar, sorseggiavi una bibita.... solo con la mente persa nei tuoi sogni, nei tuoi rimpianti...

tra un volo ed un altro, una visita su poetic e ti ritrovi tra amici. un pò meno solo.. almeno spero...

ciao. deamor

il 10/10/2007 alle 18:42

E pensa che chi mi sta intorno mi considera abbastanza svagato! :-))))
Ma è certo che qui ritorno, e continuo a scrivere, ogni volta che posso, per parlare un po' con voi.

Ciao
Solo

PS mi sa che era una pizzeria, non un bar...

il 10/10/2007 alle 20:40

Hai tratteggiato nei dettagli la varia umanità che si raduna in un ambiente fortemente eterogeneo.
Anch’io amo fermarmi ad osservare quel ritmo, a volte frenetico, a volte sonnacchioso, e a cogliere quanto d’attorno si rivela.
E’ un modo per sentirsi meno soli, leggendo nei gesti della gente qualcosa anche di noi.
Un caro pensiero, mati.

il 10/10/2007 alle 23:10

pur se sei racchiuso dentro il tuo abito,l'occhio vigile che viene dal dentro va incontro anche agli altri ,e li descrivi con mille particolari , bravissimo ,ciao cate

il 11/10/2007 alle 11:06

Sono contento che vi sia piaciuto questo mio piccolo scherzo che ho composto per gioco e per passare un po' il tempo.
Un abbraccio forte a tutte voi
Ciao
Solo

il 11/10/2007 alle 21:21