Pubblicata il 09/10/2007
A questa rossa terra
affidi
i tuoi pesanti passi

intento in circonferenze
d'orme
di cui non resta traccia.


Gocce di fatica
si aggrappano al tuo volto

per poi abbandonarlo
in questa sfida solitaria.


E' un suono di campane
ad avvisarti della fine

Il viaggio è terminato

la tua ora
già scaduta.
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buongiorno drog
chiara e pregnante
ciao antonio

il 10/10/2007 alle 07:08

BELLA

il 10/10/2007 alle 12:02

Com'è bella..dolce e intensa, piena d'affetto.

il 10/10/2007 alle 12:02

La lettura "corre" veloce, diversamente dal passo del soggetto in questione. Sembra quasi una metafora della vita e la morte, un rincorrere una meta che una volta raggiunta non lascia null'altro che il rimpianto o la voglia di ripartire, nel tentativo di rivivere le stesse emozioni, gli stessi momenti con la speranza di trovarne un tuo nuovo mondo migliore. Una parentesi che si chiude ma lascia un segno che dentro l'autore sa bene nulla e nessuno potrà cancellare mai.
Droghina, voltati indietro ogni volta che vuoi e cerca ogni minima traccia del passaggio del protagonista, il ricordo di ogni suo passo avrà di certo lasciato i segni, che forse solo chi scrive per eludere le proprie emozioni, potrà trovare.
Il suono della campana chiude un'ora e ne apre un'altra, una vita che dà vita a chi corre sulle orme del passato...incancellabile! Ricorda, ridi, piangi,...vivi...ora il testimone è nelle tue mani.
ArGo

il 17/10/2007 alle 22:00

grazie,
di cuore.

A presto..

il 10/08/2010 alle 11:45