Il costo della vita.

Il costo della vita.
Pubblicata da PoeticHouse Sabato, 6 di Luglio del 2002

Tragico e commovente questo tributo al "nemico", che un po' mi ricorda "la guerra di Piero" di De André. L'orrore della guerra, con le sue piccole grandi imprese dei poveri soldati che si trovano a dover sparare su fratelli che hanno solo la divisa diversa.
MOlto bella, Antonio,
ti saluto caramente!
Axel

il 08/07/2002 alle 18:57

grazie del commento sempre gradito Axel e ricambio i saluti.
ciao.
Antonio.

il 13/07/2002 alle 23:12
Io sono pensionato
un giorno fui soldato
di vecchio solitudine
di mutua mutilato.

Il tempo m'ha ridato
il mio dimenticato
se tu la guerra fai
per essere ammazzato
ignoto militante
di patria tu servente.

Se al nemico spari
bruciargli anche la mente
non fare agli altri poi
ricambia spari suoi.

Cadetti insieme a lui
sicuro/terra mia
le gambe penzoloni
pensando e te Maria.

Nemico agonizzante
mischiato nel mio sangue
di figlio padre amante
nella comun chimera
a Cristo la preghiera....

rimasti noi sdraiati
di gambe mutilati
gli sguardi sí incrociati
il sangue si confonde
di bimbi impauriti....

pensiero insieme ardito
in alto/non pentito
di poveri soldati
d'etá presto privati.

Ora son quí beato
purtroppo senza gamba
300mila al mese
felice pensionato....

tu sei rimasto lí
morto dissanguato
mischiato al sangue mio
neanche pensionato....

sorridi tra la neve
contento d'esser morto
l'idea poi struggente
la patria che t'ha imposto.

Vai/combatti tutti
corri all'avanposto
corri sú fiori aperti
del giapponese loto
offerto al sacro foco
eroe d'altre idee
morto immortalato
contorta ideologia
per colpa d'un idea
della sua magia.

....addio figli miei....
....addio dolce Maria....

Mi guardi ancora/implori
(tacendo le tue pene)
la lacrima s'affaccia
il sangue sgorga lieve
allunghi la tua mano
in cerca di pietá....
non posso fare altro
in questa situazione
se non alzar lo schioppo
por fine alla tenzone.

Mi urli c'ho sbagliato
perché sopravissuto
del colpo mio deciso
il tuo eppur tremante
frenato da quel Dio....

non guarda in faccia/gli occhi
non ha pietá il mio.

Lo sparo parte forte
si aprono le porte
della bramata sorte
da vecchio aver la morte.

I sogni si fan vividi....
ricordi il primo amore....
Maria....i suoi baci....
le corse lá sui prati....
il sole....
i girasoli....
la vita....
i tuoi vent'anni....
spezzati come amori
da centomila inganni.

Ora son pensionato
ripenso a te "nemico"
quel dí di faccia a faccia
lo sguardo impaurito
tremavano armi e cuore
incerto era il dito....

di nuovo ancor ti penso
in gamba mutilato
300mila al mese
per essere scordato
di morto ancora in vita
cosí dimenticato
e tu "nemico mio"
morto immortalato
neanche la pensione
per esser ricordato....

a volte una candela
nel giorno della festa
un lumicino acceso
é ció che piú ti resta.

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