Pubblicata il 04/09/2007
Nervosa la ruota morde il suolo
mentre stremato l’ultimo rivale
a cui lo scatto secco è già fatale
si pianta, e Marco Pantani prende il volo.

Leggero, su pei tornanti come un capriolo
sale, e fra folla e frinire di cicale
passa ; poi si guarda intorno, s’alza sul pedale
e lancia la sua sfida al Mortirolo.

Caracollando sui pedali avanza
un uomo solo nell’ampio stradone
la pedalata che diventa danza ;

Io ero lì al traguardo, ch’emozione
a salutare fra grida e cori d’esultanza
la nascita di un mito, di un campione.
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Un sonetto davvero carino in ricordo di un campione vittima dell'ipocrisia delle organizzazioni sportive.
Azz.. se mi ricordo quelle fughe in salita! Io non seguo il ciclismo, ma quell'anno che ha vinto giro e tour insieme sono rimasto incollato allo schermo quasi tutto il tempo.
Un salutone.

il 04/09/2007 alle 09:08

La poesia è bella, non v'è dubbio. Il mito Pantani starà pedalando nei giardini del paradiso tutto contento dei tuoi versi!

il 05/09/2007 alle 04:44

grazie per il lusinghiero commento

il 05/09/2007 alle 20:20

grazie per il gradito commento

il 05/09/2007 alle 20:20

Bella dedica

il 23/10/2010 alle 11:53

Bella dedica

il 23/10/2010 alle 11:53