Pubblicata il 23/07/2007
Ti vivo dentro
come il rifugio di un sogno
dove ogni cosa
mi è nota e mi possiede.
Qui il mio dio
si consuma
e si rigenera
nel silenzio delle voci intime,
addossato
agli angoli dei muri
in ascolto
dei fruscii e degli accenti;
capace di leggere
le parole mancanti,
le risposte che pesano troppo.

Mi sembri familiare,
persino umana
nel calore dell'inverno,
fino a quando
una folata nuova
ti dischiude
sulla notte
ed il buio
rotola dentro
nudo di stelle.
  • Attualmente 0/5 meriti.
0,0/5 meriti (0 voti)

Bella e coinvolgente! Ciao da Giorgio

il 24/07/2007 alle 07:05

Ripercorrendo il mio iter poetico su questo sito, ho trovato come primo commento proprio il tuo. Mi sento di ringraziarti, indipendentemente dal tempo passato, a conferma dell'affinità che ti esprimo nel leggere le tue, altrettanto belle.
Paola

il 26/04/2011 alle 12:24

Grazie, Elle, rileggendo le mie poesie del passato, ho trovato un tuo gradito commento. E ti rispondo, a prescindere dal tempo passato, augurandomi che sia ancora su questo sito.
Un abbraccio
Vania

il 26/04/2011 alle 12:28

Una poesia piena di solitudine familiare per me Paola,

capace di leggere le parole mancanti.
versi incantati, complimenti.

Con sincero affetto
ti abbraccio.
Marygiò

il 07/06/2011 alle 05:11

Mi fa piacere sentirti vicina, Marygiò. Questa poesia l'ho scritta anni fa, quando, all'emozione forte di un amore "possibile ma temuto", ha fatto seguito il vuoto della rinuncia. La solitudine è connaturata al mio essere: amo molto gli altri, ma non sempre sono capace di dimostrarlo.
Anche nelle tue poesie sento vitalità, forza che non si arrende, e...un pizzico di nostalgia e solitudine. Ti abbraccio con tanto affetto. Tutta la mia solidarietà.
Grazie per il commento e scusami per la risposta tardiva: l'ho appena letto.
Paola

il 09/07/2011 alle 12:47

Grazie per il passaggio.
Vania

il 09/07/2011 alle 12:48

Ancora lo pensi? Una carezza, dal mio cuore aperto, sulla tua strada avanti.
Paola

il 18/11/2011 alle 22:53