Pubblicata il 28/07/2001
Vorrei lavare le mie mani
si che aprino il mio cuore
e squarciare quel che resta
di un fottuto mio domani;
quel martello e il suo rumore
che m'inchioda nella testa
dei pezzetti di speranza.
Miei coriandoli di ansia
messi in fondo la coscienza;
Testa dura, se ne avanza,
per gettarli verso l'ampia
lotta in pugno,oppure senza
il coraggio del sudore
incollarli senza sforzo
e morire poi di noia
nel suo inganno,nel suo odore.
Vecchio, senza un suo trascorso
e dei suoi acciacchi, solo stuoia..
Sotto il fango del mio cielo,
stretto dentro un mare in fiamme
io, davanti a me che penso
vedo il mondo allo sfacelo
e la mia vita come in panne;
grido contro un muro denso
di menzogne ordite contro
noi, che ci sentiamo immuni
da ogni vizio e dagli imbrogli
per campare andando incontro
alla fine dei costumi
calpestando anche i germogli;
Cerco l'acqua per le mani,
getto pioggia sulle palme
per lavarmi in mezzo a quelle
stanche ombre di titani,
vacue e spente come salme,
con un soffio...del ribelle.
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