Pubblicata il 01/07/2007
Sospiro una lacrima in più
per ogni minuziosa ombra
di quel corpo svestito
mentre l’oscurità che sta in me si dissolve
senza alcun rumore o sinfonia,
ma sfumando
e basta.
Fammi questo favore,
chiedimi se ne vale la pena
di sospirare vecchie canzoni
e dolci poesie
ad ogni sguardo
verso quei tuoi lineamenti sospesi
come i movimenti immobilizzati in un istante
che t’appartengono
come ogni sorriso nascosto
ed ogni lirica menzionata con eccitazione
appesa al muro come fosse una cornice di ricordi.
Perchè sono così dispiaciuto per i miei pensieri
graffiati sulla carta
e mai scolpiti nel mio viverli
mentre il rumore d’una fitta
m’arriva tenero e sordo
e con una mano al cuore,
prego i miei occhi di tacere
suonando ancora una volta quella canzone del bene
che vede fiori appassiti od in cartapesta
quasi come un veggente rinchiuso in una tenda colorata.
Ma risplendi come sempre nei miei desideri
ricordando quei sorrisi nascosti
o quei granelli di sabbia
attaccati alla pelle,
in ritorno dal mare trasparente
che ancora t’aspetta.
E quel piano chiuso a chiave?
aspetta la tua nudità
angelica e chiaroscura che solo tu sapresti dargli.
Ed i pensieri continuano a scorrere,
sincopati come tamburi
aspettando quei violini ancora assenti,
su questo palco di sorrisi
e mentre accosto il volto
a questi frammenti di specchio,
come aria che odora di pioggia,
spingo i miei sogni verso Sud
aggiungendo un valido “se”
ad ogni mio tremore
fingendo di non conoscere nulla
del tuo viso perfetto.
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