Pubblicata il 01/07/2007
assaporo in solitaria questo caffè nero
prima d’aprire una nuova bottiglia di ricordi
e macchiare i fogli di chiazze graffiate di grigio
senza chieder niente ad anima viva
per la sua voce dolciastra e mai ferma
che ondeggia come uno spettro nelle notti più chiare
quasi come queste sinfonie di piano
suonate sulla spiaggia con angeli neri
privi di pazienza e senza lingua per bestemmiare
mentre cercan qualcosa che abbia luce
e che sanno di non poter mai possedere
essendo dannati per la lontananza dal cielo,
condannati a restare tra gli scrittori maldestri
che non vedon altro che i loro desideri
senza scrivere una rima per non sembrar banali
e senza chieder perdono per alcun peccato
sapendo che l’inferno ha più d’una stella
che brilla quasi presente a due metri dalle labbra
ed a due centimetri dal cuore.
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