Pensando al Rosso

Pensando al Rosso
Pubblicata da PoeticHouse Domenica, 24 di Giugno del 2007

bella Fra!
e chi si aspettava più di rivederti pubblicare da queste parti?
ritorno graditissimo. si sentiva la mancanza.
ora torna a suonare quella diavolo di penna a forma di sassofono e jazzaci altre parole.
or whatever.

js.r.g.c.r.b.§.

il 24/06/2007 alle 15:46

"fradicio di lacrime asciutte
sorrido alla notte che avanza
con i piedi caldi
a rinfrescarsi sul davanzale

mentre le macchine di passaggio
di sotto alla strada
non fan che girarsi e ripartire
viste quelle luci spente
per un lutto incomprensibile,

ma io non mi curo che di me stesso
e di questo mio calmo sorriso
respirando tutto d’un fiato
l’aria impura d’una notte di città"


Sai che queste strofe farebbero già una poesia compiuta? Ci sono delle buone espressioni anche nel resto, però secondo me dovresti sfrondare e concentrare di più, ché già mi mangiano le mani per farlo io, ho sempre le forbici fra le mani, ma certo anch'io alle volte metto il di più... Ciao Rosanna

il 24/06/2007 alle 22:59

Qualcuno mi ha invitato, vedendo in me quello che tutti paiono vedere e che io ancora non vedo (e non credo), palese educazione. Qualcuno invece mi ha insegnato a fottermene, ringrazio di piu' quest'ultimo, anche per il commento.

Trane

il 25/06/2007 alle 08:30

questo significa che me lo compri... sei un grande js!
a rileggersi e magari a rivedersi... un abbraccio vecchio!

il 25/06/2007 alle 08:33
fradicio di lacrime asciutte
sorrido alla notte che avanza
con i piedi caldi
a rinfrescarsi sul davanzale

mentre le macchine di passaggio
di sotto alla strada
non fan che girarsi e ripartire
viste quelle luci spente
per un lutto incomprensibile,

ma io non mi curo che di me stesso
e di questo mio calmo sorriso
respirando tutto d’un fiato
l’aria impura d’una notte di città

immaginando le stelle brillanti
che nascoste dietro a nubi grigie
sognano per me il futuro d’ogni donna
che mai ho incontrato
e che ora non voglio più conoscere

Lei c’è, assente come in passato,
ma col mio stesso sorriso

suona tutto come un nuovo respiro
accalcato trai tanti sospiri di giorni bui,
ma che s’alza più degli altri
a toccare il soffitto
a penetrarlo
in un orgasmo fatto di note,
parole sussurrate,
sguardi sottili,

senza macchiare l’onore
senza gestazione alcuna
e senza navigare nei sogni,
ma accarezzando l’aria
non più inconsistente,

fatta ora d’un colore chiaro lentigginato
e liscia come seta d’oriente
dal profumo di tulipano addormentato
anch’egli in un sorriso candido e sottile
sdraiato a pancia in giù.
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