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Pubblicata il 07/06/2007
Sono straccio maltrattato,
la mia vita mi ha stuprato,
ho preso colpi con la clava,
la sfortuna e la sua bava,
maledetto il mio intelletto,
mi ha lasciato contraddetto,
sniffo sangue dalle vene,
in un bagno al cherosene,
sento un'ancora attraccata,
alla mia anima ammaccata,
il dolore fuoriesce,
e sul mio corpo s'accanisce,
quale voglia mi rimane,
di lottare questo immane,
mi sento come calpestato,
e dal destino detestato,
mi vien voglia di abdicare,
e con la morte radicare.

carlosbastos
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caspita carlos,hai descritto la disperazione davvero in modo agghiacciante.....bella ma da evitare per i depressi(amico spero davvero che nonsia tu a provare queste sensazioni)...con affetto julian

il 07/06/2007 alle 21:18

No Julian io in questo momento sono sereno, ho scritto questa poesia nella speranza di descrivere la disperazione nel suo lato piu' profondo, spesso in tante poesie che mi capita di leggere noto che ci è spesso una sorta di disperazione così ho provato a descriverla a mio modo, spero di esserci riuscito...
un carissimo saluto
sbastos

il 07/06/2007 alle 21:45

ci sei riuscito alla grande

il 07/06/2007 alle 21:48

grazie julian..
un saluto affettuoso
sbastos

il 07/06/2007 alle 21:59

Che ritmo asfissiante!E' una delle migliori.Complimenti

il 08/06/2007 alle 06:12

mi ha attratta il titolo ma è un pessimo lavoro, non hai descritto un cavolo e si sente che non sai di cosa parli..solo,parole in fila. Non sai cos'è stare seduti dentro il dolore che tiesce come liquida lava dagli occhi. Meglio per te naturalmente.

il 08/06/2007 alle 08:48

Grazie bibamus!!!

il 08/06/2007 alle 09:56

Ciao pura no era solo un tentativo di dare un'immagine alla disperazione.....
un caro saluto

il 08/06/2007 alle 09:58

è arrivato un'altro martire!!! Benvenuto!!!

il 08/06/2007 alle 09:59