Pubblicata il 03/06/2002






Mi vesto di musica per ricordare,
il rumore di pietre
sotto il mio cammino
L' odore d'abeti nell'aria
e spaventati insetti ronzare via
pigne calpestate,
ed acque arricciate
comparse da "primadonna"
dall'umido terreno.

Ormai,ciechi
gettiamo via inutili
libri nuovi,neppure aperti,
distinguiamo solo luce
al neon che sa' di veloci saldi,
violentando il lento passare delle stagioni.
Ipocrite immagini prefabbricate
di una primavera perfetta
di tinta su tinta
e di taglio seguendo la moda
cercando distratti applausi.

Non piu'
api e colori ,
solo piccoli parchi
con addomesticati fiori
tutti in fila ordinata,
con cigni imbalsamati
e cibi congelati ;
calendari regalati ,
scandiscono le variazioni,
quel qualcosa di nuovo
cambiato e sottratto ....
alla nostra intensa,
ma vuota vita





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Sono stato il primo qui a leggerla.

Inferiore alle tue altre, sempre buona, ma infibulazione x me è stato un pugno nello stomaco che fa ancora male.

Qui dentro sei er mejo

il 03/06/2002 alle 18:09

Credo di comprendere bene il senso di questa "sintesi", e apprezzo molto le tue parole, con il solito stile lineare e originale, di grande efficacia, che ti distingue.
Con sincera stima.
Massimo

il 03/06/2002 alle 20:08