Pubblicata il 20/02/2007
Non è lo schiocco a sancire (la) condanna
quando la terra spulcia crepe e odissee
da un asfalto ancora bianco di passi
chiedersi cosa può dividere lacrime da ciglia,
boccioli.

E stendere i miei anni
per asciugare i rimpianti,
il sole mi dia la soluzione
- che sia come d'estate l'acqua -

Pianto ai solchi,
c'è aria di vizio
che colleziona risvegli esangui
in albe ripetute,
giorni indossati male
e rughe a saldare inganni.

Quanto fiato secco
in queste stanze vuote,
un ossario mai aperto.
E che rumore farà il sipario crollato?
Sarà il silenzio di aule nere
con quel pubblico ormai partito
- un'enorme specchio -.

Si scenderanno i gradini come fanno i santi

- e allora sì -
la chiameremo fine.
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bella una poesia da URLO ,bravi un salutone

il 20/02/2007 alle 09:11

grazie comparuzzu!

il 20/02/2007 alle 10:40

brividi, e metafore splendide un duetto ( o unghietto, se preferisci)davvero magnifico, assonanze perfette...sai che non riesco a capire quello che scrivi tu e la parte di Rev?
un grande abbraccio ad entrambi

il 20/02/2007 alle 15:56

molto bello questo brano poetico, mi sono ritrovata in qualche verso, hai scelto con cura immagini che veramente elevano tutta l'opera. Grande URLO

il 20/02/2007 alle 16:22

Davvero molto bella, nei suoi versi ricercati! Complimenti ad entrambi!

il 20/02/2007 alle 16:24

GRAZIE LEDI LEDI!!!...Unghietto,si..eeheh

il 20/02/2007 alle 17:51

Si,il merito è soprattutto di Reverenda.Grazie.

il 20/02/2007 alle 17:55

grazzzzzzzzzzzzzzie!!!!

il 20/02/2007 alle 17:57

Già Urlo ha un gran vocione, se ci aggiungiamo una voce femminile, l'intensità poetica diventa più graffiante.
Un applauso a scena aperta, mati.

il 21/02/2007 alle 12:09

Felice che ti sia piaciuta.

baciuzzi

il 21/02/2007 alle 13:16

Grazieeeeeee....tanti baciuuuuuuuzziiiiiiii

il 21/02/2007 alle 13:21