A Robert Wyatt (ascoltando)

A Robert Wyatt (ascoltando)
Pubblicata da PoeticHouse Giovedì, 1 di Febbraio del 2007
Luci di mela verde e caffè
Una mano pesante di vene
Si muove nei ricordi
Il genio dell'eterna giovinezza
Tira fuori i restanti colori e sapori
Umidità d'angoli nascosti di porti abbandonati
Banchine di sabbia.
Ologramma di corse
E vetri rotti
E la tua sagoma dalle gambe frenetiche
Di volare giù
Verso l'ovattata gravità
Che nasconde sorprese
Inattese
L'aria sembra di pasta frolla
Scrosto il silenzio
E ti ritrovo
Seduto
A volare
Ancora sulle tue due ruote
Ondeggiando barba e capelli
Ossequiando la voce dei giorni
Rendendo voce alle pietre
E conchiglie verdi e rosa
Quegli alberi
Lsd come linfa vitale
il passato ha tonalità diverse
qui
ora
è ora di chiudere gli occhi
e ondeggiare di spalle e ti testa
sfuggi alla matematica,esistendo
dribbli i tuoi dei
mascherando di volta in volta
il mare d'ottave della tua voce
mano di canyon e ricordi
Vecchio ragno su chitarra elettrica
E ragnatele di suoni
A catturare orecchie
Barba bianca lunga
Zucchero filato
Tutto sa di neve e vino.
La voce è giovane
La voce è immortale
E sfugge.
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