Il mio parlar da solo è preghiera fiorita....

Il mio parlar da solo è preghiera fiorita....
Pubblicata da PoeticHouse Sabato, 27 di Gennaio del 2007

1) non bere più birra pasata
2) non frequentare cattive compagnie (sniff)
3) non mangiare frittuli(son pesanti la sera)
4) non uscire in terrazza ( ti congela il cervello)
5) BRAVO!!!!

il 27/01/2007 alle 12:58

6) u cafè mu pigghiai sulu..tu dormivi e u to telefunu squillava...

il 27/01/2007 alle 12:59

che dire c'e' delirio... preghiera e speranza..
c'e' tutto
Bravo...

il 27/01/2007 alle 13:55

Un soliloquio che condividi con gli amici, quelli che sanno dei tuoi silenzi quando sono momenti di stacco e di preparazione per parole che profumano di sentimenti.
Aspettando i fiori che del tuo dire, ti abbraccio, mati.

il 27/01/2007 alle 16:37

Il mio parlar da solo
è preghiera fiorita
tra macchie d'umidità,
orecchie in ricezione
appoggiate sulle pareti
dell'assenza


il tuo parlar da solo è ansimo di sole
binario che s'intraversa di sogni
e umido di vento negli occhi

a tratti sei un pochetto sconvolto Ale, ma sempre ok

ti ho quotato le rime preferite

baciuzzi

il 27/01/2007 alle 21:58
Il mio parlar da solo
è preghiera fiorita
tra macchie d'umidità,
orecchie in ricezione
appoggiate sulle pareti
dell'assenza

( è tornato il tempo delle finestre chiuse)

------------------------flash d'immagini

si deformava la stanza e mia madre era un mostro
che s'avvicinava...s'avvicinava

sgattaiola qualcuno in bagno
si cresce...crescevo tra le ombre come rampicanti
che invadono pareti senza quadri

sprofondato nelle febbre alta di coperte di lana
quasi affogavo,schiacciato tra enormi patate pelose
in quel letto matrimoniale che sgocciolava lamenti
e quadro di una madonna che sussurrava:
"non c'è speranza!"
e dolce remì confermava tutto
dalla tv accesa.

(apro le finestre anche se piove)

preferisco l'odore dell'erba dei campi di calcio
e il sole che impasta un'espressione sul mio volto
simile ad un sorriso
preferisco queste cicatrici d'infanzia
a questo odore di quaderni
sporcati di poesie.

(esco fuori in terrazza)

boccata d'aria
che il sole imbarca acqua
e sta per affondare
da qui fuori s'intravede
l'armadio stracolmo di quaderni
con le mie poesie
ma preferisco il sole in faccia
e camminare finchè la mia gamba sinistra
non verrà amputata
che scrivere poesie
come barchette di carta
in mezzo al mare
sfaldate
prima d'arrivare
a riveder
le luci
di una qualsiasi
Marsiglia.

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